Venerdì, 21 Settembre 2018
RENDE

Arriva la commissione
d'accesso

La notizia era nell’aria, nessuna sorpresa, ma non è mancato qualche attimo di sgomento, di perplessità, quando  i tre componenti della commissione d’accesso disposta dal prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, su delega del  ministro dell’Interno Cancellieri,  hanno varcato  l’ingresso  del comune di Rende. Il compito assai delicato di verificare cosa è successo nel municipio, di accertare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa,  è stato affidato a Francesco Antonio  Cappetta, vice prefetto di Foggia, Domenico Giordano dirigente della prefettura di Cosenza e Antonio Gullì viceprefetto aggiunto di Messina. La commissione, accolta dal sindaco Cavalcanti,  inizierà da subito a spulciare atti e documenti, delibere e contratti.  Una delle pagine più tristi della storia di questa città. Il provvedimento è stato assunto alla luce dell’inchiesta della DDA di Catanzaro "Terminator 4" che nei giorni scorsi ha portato all’arresto dell’ex sindaco Umberto Bernaudo e dell’ex assessore comunale Pietro Ruffolo nonché di Michele Di Puppo ritenuto esponente di primo piano della ndrangheta cosentina e dipendente della società Rende Servizi, società in house del comune, costituita dopo il fallimento della cooperativa Rende 2000 che per anni aveva appaltato dal municipo rendese lavori di manutenzione. Il quadro delineato dagli inquirenti della DDA è apparso subito grave:nella società Rende Servizi lavoravano anche dei noti pregiudicati, oltre Di Puppo, anche il presunto boss Ettore Lanzino prima di darsi alla latitanza. Ma non solo. Secondo la distrettuale antimafia i dipendenti della stessa sarebbero stati mobilitati da Di Puppo anche in orario di lavoro per la campagna elettorale di Bernaudo e Ruffolo alle provinciali di Cosenza del 2009. I due ex amministratori e consiglieri provinciali, sono infatti accusati di corruzione a scopo elettorale. E da questa ipotesi che scaturisce la decisione del Viminale di mandare la commissione d’accesso. E sarà la relazione finale dei commissari a determinare o meno lo scioglimento del comune.

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