Martedì, 18 Settembre 2018
'NDRANGHETA E SANITA'

Cosenza, 20 assunzioni
decise dalle cosche

sanità, Cosenza, Calabria, Archivio
ospedale cetraro

Sanità e ’ndrangheta. Venti assunti legati, per parentele o frequentazioni, ad ambienti criminali; i lavori di manutenzione e le forniture di servizi affidati da un dipendente a ditte scelte a proprio piacimento utilizzando l’espediente della emergenza che non implica particolari adempimenti e formalità procedurali. Il tutto con l’Ufficio tecnico provinciale dell’Asp mai preventivamente messo a conoscenza degli interventi effettuati e delle relative somme liquidate dalla ragioneria dell’Azienda. A ciò s’aggiungerebbero talune attività sanitarie pilotate con modalità affaristico-mafiose in violazione delle norme che impongono precise procedure a garanzia della imparzialità della pubblica amministrazione. È senz’altro questa la principale traccia investigativa che ha spinto il prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, a disporre l’invio di una commissione di accesso antimafia nell’Azienda sanitaria provinciale. La Procura di Cosenza, intanto, sarebbe alle prese con una delicata inchiesta riguardante i “rimedi” assunti dall’Asp, tra il 2008 e il 2009, in relazione alle contestazioni fatte dalla “Unità regionale operativa controlli spedalità” nei confronti delle strutture sanitarie private accreditate. L’inchiesta va avanti da mesi

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