Martedì, 18 Settembre 2018
COSENZA

Quelle coccole troppo
“affettuose” del papà
alla sua bimba di 6 anni

di
abusi su minori, Cosenza, Calabria, Archivio

È la storia dolorosa d’una famiglia sfilacciata dalle incomprensioni e trascinata nel baratro da una complicatissima e scivolosissima vicenda ancora tutta da esplorare. C’è un padre imputato d’aver abusato sessualmente della sua bambina e una madre che proprio per tutelare quella bambina ha denunciato il suo ex compagno trascinandolo in giudizio. Un processo che si celebra a porte chiuse davanti al Tribunale (presidente: Giovanni Garofalo; a latere: Giusy Ferrucci e Alfredo Cosenza). I passi dell’inchiesta sono stati snoccialati dal pm Paola Izzo che ieri ha chiamato a deporre una delle maestre di Lucia (il nome, naturalmente, non è quello vero, ndr). L’insegnante ha ricordato i comportamenti di quella bimba che a sei anni appena avrebbe mostrato comportamenti tipici della persona adulta. In particolare, in quella scuola emiliana, dove la bimba andò a vivere con la mamma e la nonna materna, si sarebbe verificato un episodio e puntualmente segnalato alla coordinatrice dell’istituto d’istruzione «che era già al corrente della storia dei pretesi abusi subiti dalla piccola». Quel giorno, in particolare, Lucia avrebbe infilato la testa tra le gambe di una sua compagnetta senza, poi, saper fornire alcuna spiegazione per quel gesto. L’impianto accusatorio è ancorato anche alle confidenze più intime che la piccola avrebbe fatto alla mamma (che ha già deposto) e alla nonna. Racconti che alimenterebbero l’idea dell’ipotetico papà “orco”. Un quarantunenne (che è difeso dall’avvocato Nicola Carratelli) che venne pure arrestato con l’accusa di abusi nei confronti della figlioletta. Presunte molestie che sarebbero state consumate nei periodi di affidamento della bimba al padre. I genitori della piccola, dunque, sono separati. Lucia vive con la madre e la nonna, in Emilia Romagna. Il papà, invece, abita in un piccolo centro alle porte della città. E la bimba si ricongiungeva al genitore in determinati periodi, secondo quanto stabilito dal Tribunale nell’atto di separazione. Poi, però, in un pomeriggio di marzo Lucia avrebbe svelato alla mamma i suoi incubi. «Non voglio più andare da papà a Cosenza. Lui mi dà i pizzicotti sulla farfallina. E mi fa male... Altre volte, quando siamo nel lettone, mi abbassa le mutandine e mi sfiora con le dita. Poi, però, mi dice che non devo parlare con nessuno altrimenti mi picchia ». La mamma (che s’è costituita in giudizio insiema alla sua bambina e sono assistite dagli avvocati Enzo Belvedere e Giovanni Cirio) sarebbe rimasta turbata da quello scenario affiorato dai racconti della figlia e ancora sotto choc si sarebbe rivolta alla polizia. Dall’inchiesta sarebbe merso che la bambina aveva svelato il segreto delle carezze “troppo affettuose” ricevute di notte dal papà anche alla nonna e alle sue maestra. E ieri una delle educatrici ha confermato col suo racconto l’esistenza di comportamenti strani.  

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