Giovedì, 20 Settembre 2018
COSENZA

Narcotizzato e rapinato
da misteriose “dame”

di
narcotizzato, Cosenza, Calabria, Archivio

È una trama ancora confusa con un uomo narcotizzato e rapinato che è passato direttamente dalla sedia d’un bar a un letto d’ospedale dopo aver bevuto un sorso di vino. E con due misteriose donne romene sparite nel nulla insieme a una collanina d’oro che l’uomo portava al collo. Gl’incubi di Franco (il nome, naturalmente, non è quello vero), un onest’uomo cosentino di 61 anni, sono condensati in una informativa inviata al procuratore capo Dario Granieri. Un rapporto investigativo impalcato sull’articolato esposto presentato dal figlio della malcapitata vittima e nel quale è dettagliatamente descritto quello che sarebbe accaduto il 15 maggio. Una misteriosa vicenda cominciata con una telefonata. Una delle due dame in fuga col “bottino” si chiama Loredana. Quel giorno la donna aveva un problema: sua sorella doveva partire in treno. Ma lo scalo di Vaglio Lise era lontano e, per giunta, c’erano i bagagli da trasportare. Così si ricordò di Franco, un uomo gentile che col tempo era diventato suo amico. Lui aveva una utilitaria che faceva al caso loro. Loredana lo contattò per conoscere la sua disponibilità. «Ho un favore da chiederti. Mia sorella deve partire urgentemente ma non sappiamo come fare per raggiungere la stazione: ci accompagneresti tu in auto?». L’uomo non si tirò indietro, anzi si mostrò ben lieto di mettersi a disposizione dell’amica e dopo una manciata di minuti i tre erano già sulla vettura, diretti allo scalo ferroviario cittadino. Loredana ringraziò il sessantunenne per il suo gesto: «Senza di te mia sorella non sarebbe riuscita a partire. Per ricambiare la tua gentilezza vorrei offrirti da bere ». Ma prima di lasciare la stazione avrebbero incontrato un’altra donna, pure lei romena: «Franco, lei è mia zia. Che ne dici se anche lei viene con noi?». Una proposta accolta senza tentennamenti. I tre si sarebbero allontanati dirigendosi verso la Sila. Dalle parti di Camigliatello si sarebbero fermati per un bicchiere di vino e quattro chiacchiere. Franco avrebbe bevuto solo un sorso di quel nettare di bacco offertogli dalle due dame. E quel gesto sarà l’ultima cosa che l’uomo ricorderà al suo risveglio, in ospedale. Gli accertamenti clinici avrebbero rilevato enormi quantitativi di sedativo nel sangue del sessantunenne. «Non so proprio come sia arrivato qui. Ciò che posso affermare con certezza, invece, è che al mio risveglio quelle donne erano sparite insieme alla mia collanina d’oro», racconterà al figlio. E allora cosa potrebbe essere accaduto quella sera? Semplice. Franco, dopo aver bevuto quel vino allungato con sonniferi è caduto in letargo. Le donne avrebbero arraffato il “bottino” e si sarebbero dileguate in fretta. Lui, invece, è stato soccorso da un’ambulanza intervenuta su segnalazione di qualche automobilista di passaggio e trasportato all’“Annunziata” dove si è risvegliato intontito e “alleggerito”. L’inchiesta appena avviata dalla magistratura punta a fare piena luce sull’accaduto e, soprattutto, a identificare le due rapinatrici romene.

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