Martedì, 25 Settembre 2018
COSENZA

Bimbo di sei anni
massacrato da padre

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E’ nel parcheggio antistante una nota casa di cura a Cosenza che si è consumata una brutta storia di violenza e malvagità che lascia interdetti. Era il 30 aprile scorso. Una donna scende dall’auto e accompagna il figlioletto di sei anni nella vettura del padre. I due sono separati da 5 anni e come previsto dal giudice in sede di separazione il bimbo deve  vedere due volte a settimana il padre, cosa che succede poco perché l’uomo si disinteressa completamente del bimbo, non versa gli alimenti, ma questa volta si è accordato con l’ex moglie che avrebbe tenuto il piccolo per qualche giorno per consentirle di trovare un lavoro. Ebbene, lei accompagna il bimbo, lui non si vede, ma c’è la sua auto parcheggiata, lo fa salire, gli da un bacio e poi torna verso la sua vettura dove ad attenderla ci sono la mamma e la sorella. Improvvisamente l’uomo si avvicina all’auto, comincia a minacciare il figlioletto, lo prende a schiaffi e pugni, poi di forza lo scaraventa fuori dall’auto nei pressi di un cassonetti dei rifiuti e parte a tutta velocità. A vedere la scena un uomo che si avvicina al bimbo e chiama aiuto, la madre che non si era ancora allontanata si precipita. Il bimbo è ferito e vomita dalla paura e dal dolore. Lo portano in ospedale, qui gli riscontrano delle gravi fratture, lo ingessano. Parte la denuncia e il procuratore capo del tribunale di Cosenza, Dario Granieri,i insieme al sostituto Di Maio avviano le indagini, ricostruiscono i fatti e oggi il provvedimento cautelare emesso dal GIP Carpino. Arresti domiciliari per il padre snaturato e violento, G.C. un 32enne di Montalto Uffugo. Un provvedimento motivato dal grave quadro indiziario e dal timore che l’uomo possa reiterare il reato e, ancor di più possa intimidire il bimbo per farlo ritrattare. Il piccolo ha infatti ricostruito davanti agli inquirenti in maniera precisa e dettagliata la vicenda, ricostruzione accompagnata dalle testimonianze e dai referti sanitari. L’uomo, secondo quanto emerso dalle indagini non sarebbe nuovo a comportamenti del genere, anche in passato come dimostrano alcune denunce a suo carico avrebbe aggredito la moglie e il figlioletto quando aveva appena dieci mesi, non avrebbe mai ottemperati ai suoi obblighi genitoriali.  L’indagato, sottolineano i magistrati,  è molto pericoloso, tende ad assumere atteggiamenti di notevole violenza in alcun modo controllabile. Come è possibile accanirsi cosi contro un figlioletto di appena sei anni?

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