Mercoledì, 26 Settembre 2018
COSENZA

Pleurite sottovalutata
uccide 26enne, aperta
un’inchiesta

tarsitano, Cosenza, Calabria, Archivio

Una fatale sottovalutazione. Costata la vita a un giovane di appena 26 anni, pieno di sogni e speranze spezzati troppo presto. È questo sospetto, cioè un eventuale errore umano, ad aver spinto la Procura di Cosenza ad aprire una indagine sul decesso di Mario Tarsitano, il giovane stroncato sabato scorso da una violenta crisi respiratoria. I titolari del fascicolo d’inchiesta, i pm Domenico Assumma e Antonio Tridico, procedono per omicidio colposo, ipotesi di reato che per il momento rimane a carico di ignoti. Mai dubbi che stanno tramutando una vicenda così dolorosa in un caso giudiziario provengono dalla circostanziata denuncia dei genitori del ragazzo. La mamma e il papà di Mario, due apprezzati lavoratori circondati ora dall’abbraccio solidale dell’intera comunità di Pietrafitta, nonostante la straziante sofferenza per la perdita dell’amato figlio, domenica hanno avuto la forza di presentarsi al posto fisso di polizia dell’Annunziata per chiedere verità e giustizia. Nell’esposto poi finito in Procura, i genitori del 26enne hanno descritto dettagliatamente quanto accaduto nelle ultime settimane. Mario Tarsitano, infatti, da qualche tempo soffriva per uno strano affaticamento, accompagnato da forti colpi di tosse e da nausea intensa. Per questo motivo, dopo un consulto col medico di famiglia ad Aprigliano e in guardia medica, all’inizio dello scorso mese di maggio il giovane s’è recato nel reparto di Pneumologia del Mariano Santo, il secondo ospedale di Cosenza che ospita alcuni reparti specialistici. Lì è stata prescritta al giovane una cura farmacologica della durata di dieci giorni per contrastare una pleurite ai bronchi. Trascorso quel periodo, secondo quanto sottoscritto dai genitori, non si sarebbero tuttavia registrati apprezzabili miglioramenti nelle condizioni di salute del giovane. Anzi, la tosse violenta e la nausea continuavano a tormentarlo con maggiore intensità. Per questo motivo – ed è qui che i dubbi dei Tarsitano diventano accusa –madre, padre e figlio si sono rimessi in macchina e sono ritornati al Mariano Santo per chiedere spiegazioni. La risposta di uno specialista, corroborata dalla successiva conferma del medico di famiglia, non avrebbe però lasciato spazio ad alcun timore di sorta: Mario era guarito, il suo malessere era dovuto esclusivamente all’ansia.

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