Lunedì, 24 Settembre 2018
COSENZA

Il diario del
cronista suicida

alessandro bozzo, Cosenza, Calabria, Archivio

  Alessandro Bozzo, 40 anni, giornalista professionista, s’è tolto la vita la sera del 15 marzo scorso, nella sua abitazione di Marano. Il corpo è stato trovato sul divano del soggiorno. In mano aveva ancora la pistola, detenuta legalmente, che ha usato per spararsi una pallottola alla tempia destra. Per attutire gli effetti dell’esplosione ha pure utilizzato un cuscino. Alessandro ha scritto su un biglietto le ragioni del suo gesto. Nulla contro nessuno. Ha salutato tutti, usando una parola per ciascuno: moglie, figlia, parenti, amici, colleghi di lavoro. Bozzo era sempre stato un giornalista coraggioso, severo con se stesso, corretto con le fonti, rispettoso della dignità delle persone, profondamente orgoglioso come i migliori uomini del sud. Con i colleghi di lavoro, quelli che facevano (e fanno) la “nera” e la “giudiziaria”, s’era mostrato un amico discreto e sincero, ricco di passioni e curiosità, ironico e intuitivo. A nessuno aveva detto quanto stesse soffrendo. L’abbiamo scoperto grazie ad un’agenda-diario ritrovata dal padre, Franco. Un documento di estrema importanza che è al vaglio del procuratore aggiunto Domenico Airoma e del pm Maria Francesca Cerchiara. S’indaga per violenza privata. I magistrati hanno ordinato il sequestro del computer usato in vita dal cronista.

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