Domenica, 21 Ottobre 2018
CORIGLIANO ROSSANO

L'ultimo saluto a Stanislao, Daria, e Pier Emilio

di
famiglia morta, incidente stradale, Cosenza, Calabria, Archivio
L'ultimo saluto a Stanislao, Daria, e Pier Emilio

Un orsacchiotto azzurro, fiori bianchi e una rosa. E poi tanti, tanti palloncini bianchi che si sono levati in cielo a salutare quella famiglia che non c'è più. Il silenzio che avvolge la parrocchia Maria Madre della chiesa è quasi irreale, il dolore profondo e composto, ma non meno straziante davanti a quelle tre bare che silenziosamente tra la commozione generale hanno fatto il loro ingresso in chiesa per l'ultimo saluto. È il doloroso momento dell'addio e del distacco per Stanislao Acri, Daria Olivo e Pier Emilio che è tornato nella sua piccola bara bianca in quella chiesa dove aveva ricevuto il 24 giugno scorso il sacramento del battesimo. «Portiamo all’altare un cuore lacerato» ha esordito nell’omelia l’arcivescovo monsignor Giuseppe Satriano, che in apertura della celebrazione eucaristica si è soffermato nel dire che quello che si stava vivendo era un momento di grande dolore per la città, per la comunità ecclesiale, ma soprattutto per i parenti di questa prematuramente strappata alla vita. Un momento difficile dove però è la fede che ci deve sorreggere. Monsignor Satriano ha esortato a radicare la nostra vita, anche in questo momento, in Lui, perché anche Lui è stato strappato alla vita e che con le sue braccia aperte sulla croce sembra accogliere Stanislao, Daria e Pier Emilio. In chiesa è lenta la processione verso le bare, per un carezza, per lasciare un fiore, per un abbraccio ai familiari esempio di fede e composta e dignitosa sofferenza. Di fianco a loro le istituzioni. Uno dei sub commissari del comune unico con la fascia tricolore, l’ex sindaco Stefano Mascaro, l'assessore regionale ai trasporti Musumanno e il deputato dei cinque stelle Francesco Forciniti, movimento per il quale Stamislao si era candidato come sindaco alle lezioni del 2016. I gonfaloni del comune e della regione a lutto, poi un fiume di gente. Sobria e pro fonda l'omelia del padre arcivescovo che si rivolge direttamente al Signore. Anche perché da persone umane l'intelligenza rifiuta l'evidenza e grida con forza «perché...». «Tu dove eri signore quel giorno e dove sei ora. C'è bisogno di capire». Ed ecco che come spiega l'Arcivescovo viene incontro la Parola, quella proprio del Vangelo di oggi «venite a me voi tutti, assetati e oppressi e io vi ristorero». Lui era lì, ha detto monsignor Satriano, mentre la vita di Stanislao, Daria e Pier Emilio scivolava via. «Quanto accaduto – ha aggiunto – è un monito per avere cura della vita che ci è stata donata. Poi il pensiero va al ricordo di chi ci ha lasciato. Miti e umili di cuore, desiderosi di costruire un mondo migliore attraverso la loro famiglia». È una giornata di dolore anche per l'arviscecovo Satriano che solo ieri mattina ha celebrato le esequie di un suo compagno sacerdote morto annegato ad Ostuni. «Anche per un Vescovo non è un momento facile».

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