Sabato, 31 Ottobre 2020
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COSENZA

Arsenico nel fiume, sequestrato il depuratore di Bisignano: indagati i manager della Consuleco

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Fiume avvelenato: arsenico, nichel, cadmio, idrocarburi. Dal grande depuratore industriale Consuleco di Bisignano, in provincia di Cosenza, venivano clandestinamente sversati di notte nelle acque del fiume Mucone sostanze nocive per la salute di uomini e animali.

Le sostanze provenienti per essere depurate anche dalla Ilva di Taranto e dagli stabilimenti Eni della Basilicata venivano invece sversati direttamente come provano 102 prelievi compiuti dai carabinieri del Corpo forestale di Cosenza. Indagati per inquinamento ambientale gestori e dipendenti dell'enorme impianto di depurazione posto da oggi sotto sequestro.

Le indagini coordinate dal procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo e dal pm Giuseppe Cozzolino dimostrerebbero profili preoccupanti dal punto di vista della salute pubblica perché nella zona è stata rivelata la presenza costante e in crescita di gravi patologie tra la popolazione residente. Gli abitanti hanno peraltro confermato ai carabinieri la presenza di odori nauseabondi, di schiume strane nelle acque del fiume.

I magistrati inquirenti hanno ordinato perquisizioni e sequestri di atti in aziende calabresi, siciliane, pugliesi e lucane entrate in contatto con la Consuleco. I pm avevano chiesto misure cautelari nei confronti di alcuni dei 14 indagati, richieste al vaglio del Gip.

Due richieste di arresti domiciliari avanzate contro gli amministratori della Consuleco sono state respinte: si tratta di Vincenzo e Nicodemo Morise, rispettivamente di 72 e 40 anni, il primo presidente della società e l'altro direttore generale. Per loro è stato disposto l'obbligo di dimora.

Le perquisizioni ordinate in Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia sono destinate a verificare attraverso l'esame di atti e contratti se le varie aziende che si avvalgono dell'impianto di depurazione di Bisignano conferissero in effetti solo la quantità di materiali e sostanze dichiarati.

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