Martedì, 27 Ottobre 2020
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COSENZA

Focolaio di Coronavirus a Torano, contagiati anche tre bambini

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Un mistero... buffo. Per dirla con il Premio Nobel Dario Fo di «misterioso non c’è nulla se non la verità». Una verità amara per la casa di cura “Villa Torano”. Già, perchè i nuovi tamponi eseguiti dall’Asp di Cosenza rivelano la presenza nella struttura sanitaria privata di ben 58 contagiati. Solo 9 in meno rispetto ai precedenti.

Si tratta in gran parte di dipendenti e di loro familiari (tra cui tre bambini) residenti, oltre che a Torano, in molti comuni a nord della città capoluogo: Montalto, Lattarico, Acri, Bisignano, Luzzi, Santa Sofia d’Epiro. Tutti centri in cui il Covid-19 è stato “esportato” per effetto della epidemia scoppiata a Torano.

Una epidemia subdola che ha coinvolto pazienti e personale rimasti però tutti a-sintomatici. Un attacco sferrato dal virus silenziosamente e scoperto solo grazie ad una anziana degente che, dopo alcuni giorni di febbre alta e di successivi problemi respiratori, è finita in terapia intensiva nell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.

Rilevato il conclamato caso di coronavirus i dirigenti di “Villa Torano” hanno chiesto e ottenuto, in poche ore, l’invio dalla Protezione Civile di Catanzaro di duecento tamponi con i quali hanno sottoposto a test il personale ed i degenti. I campioni organici raccolti sono stati inviati ai virologi del “Mater Domini” di Catanzaro che hanno individuato 67 casi positivi. Nel frattempo è intervenuta l’Asp cosentina che, rilevando «anomalie» nel prelievo dei campioni per via «dell’uso di un solo paio di guanti», ha ordinato un nuovo esame a tappeto. Il risultato è stato più o meno uguale: 58 positivi, destinati a salire.

Insomma, il mistero dei tamponi da rifare non aveva nulla di misterioso da rivelare. O meglio: c’è solo da capire come una struttura privata possa aver ricevuto autonomamente da Catanzaro tanti tamponi senza che l’Azienda sanitaria provinciale competente ne sapesse nulla. Ed è per questo che il commissario Giuseppe Zuccatelli ha avviato una indagine affidandola al direttore del Dipartimento di Prevenzione, Mario Marino.

Ma c’è pure un altro aspetto da approfondire: i test eseguiti a “Villa Torano” non sono stati opera di infermieri ma di medici. Lo ha sottolineato il presidente provinciale dell’Ordine degli infermieri, Fausto Sposato, smentendo indirettamente una notizia fatta filtrare inizialmente dalla casa di cura. Tutto chiaro? Quasi. Il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per capire se vi siano responsabilità nell’esplosione dell’epidemia e verificare la reale funzionalità della struttura sanitaria privata. Ora, però, c’è da capire come possa essere arginata la possibile ondata di ulteriori contagi destinata a incidere su molti centri dell’Alta Calabria.

Nel Cosentino già si conta il numero più elevato di infettati della regione e, negli ultimi cinque giorni, sono morte quattro persone d’eta compresa tra i 51 e gli 85 anni. L’ultima è stata una donna settantaquattrenne di Marzi spirata nel nosocomio di Cosenza. La vittima ha una figlia, a sua volta ricoverata, e tre nipoti minorenni infettati dal Covid e sottoposti all’isolamento domiciliare.

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