Mercoledì, 27 Maggio 2020
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COSENZA

Coronavirus, Torano rimane “zona rossa”: prorogato il blocco fino al 10

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Villa Torano

Nel primo giorno di “liberi tutti” non è proprio così però in tutto il Cosentino. Infatti, proprio nella regione che ha avviato per prima le riaperture ci sono territori che restano “zona rossa” e per i quali quindi sono in vigore ancora stringenti limitazioni.

È il caso di Torano dove nelle scorse settimane una casa di cura per anziani è diventata focolaio di Coronavirus trasportando il terribile virus anche nei paesi limitrofi dove vivono molti dipendenti della struttura sanitaria. Ieri la Regione ha prorogato fino al 10 maggio la “zona rossa” a Torano.

E mentre in Calabria si tirava un sospiro di sollievo dopo un sabato di contagi zero, domenica invece si sono registrati nuovi casi - per fortuna solo tre - tra cui due appunto a Villa Torano. Si tratta di un paziente della Rsa e di un operatore che erano risultati perfettamente sani al primo giro di tamponi eseguito subito dopo Pasquetta quando era scoppiato il focolaio, ma adesso ai nuovi tamponi sono risultati positivi asintomatici.

Infatti, uno degli aspetti singolari di questo focolaio del Cosentino è proprio l’elevato numero di contagiati asintomatici. Intanto, i cittadini di Torano sono stanchi del lockdown e si sfogano pure sui social perché da questa mattina per loro non cambia nulla. Fino a oggi ufficialmente resta in vigore l’ordinanza regionale con la quale la governatrice Jole Santelli - subito dopo l’esplosione di casi e contagi nella Rsa - aveva chiuso il paese limitando gli spostamenti a gravi motivi di salute e urgentissime esigenze lavorative, mentre per nessun altro motivo si esce e si entra.

Qui, al momento, non sono applicabili le misure né del decreto del Governo né della nuova ordinanza regionale con la quale i calabresi già da alcuni giorni sono liberi di circolare e fare sport individualmente. A Torano restano ancora i disagi per le limitazioni e le preoccupazioni per possibili nuovi contagi sempre legati a “Villa Torano”.

Da ieri, quindi, è salito il numero dei contagiati: 37 pazienti, 46 operatori sanitari. Insomma, il Cosentino continua a tenere con il fiato sospeso i cittadini perché si attendono anche gli esiti di altri tamponi eseguiti in alcune zone della Valle del Crati dove il maledetto Covid 19 è arrivato trasportato dal focolaio di Torano: a Bisignano sono undici le persone contagiate e che risultano riconducibili alla “Villa Torano” perché si tratta di operatori della Rsa e dei loro più stretti familiari.

Anche ad Acri restano quattro le persone positive al Covid e cinque a Luzzi dove, nei giorni scorsi, è risultata positiva al tampone anche una bimba appartenente a una famiglia in cui c’erano già quattro positivi. Per fortuna la piccola sta bene così come tutti gli altri bambini di Torano risultati positivi al tampone. Qui sono stati colpiti dal Coronavirus sette bimbi di età compresa tra 2 e 10 anni e un adolescente. Per fortuna, le loro condizioni non hanno mai destato particolare preoccupazione.

In queste ore, però la Valle del Crati cerca di farsi contagiare da un cauto ottimismo considerando che restano stabili i numeri dei contagi nell’hinterland: Montalto è fermo a sette e a Lattarico a uno. A Santa Sofia d’Epiro le persone positive al Coronavirus sono due, mentre a Rota Greca sono tre.

Anche nelle Serre cosentine si continua a respirare un’aria di ripartenza. Da oggi i paesini alle porte di Cosenza - come Marano Principato, Mendicino, Marano Marchesato, Cerisano - potranno cominciare a vivere con maggiori libertà. Infatti, i sindaci già nelle prime settimane di marzo qui avevano preso misure molto restrittive limitando gli spostamenti dei residenti solo per motivi urgenti di salute e lavoro e stabilendo alcune regole. Sacrifici che sono serviti a limitare i contagi anche perché, ad esempio, a Marano Marchesato ci sono state in totale tre persone positive di cui una deceduta (un 85enne), mentre due a Marano Principato e una a Mendicino. Quasi tutti positivi asintomatici e in buone condizioni. Qualcuno è già guarito.

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