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POLIZIA

Traffico di hashish e cocaina tra le piazze di Salerno, Napoli e Cosenza: 25 arresti

Vasta operazione antidroga, all’alba di oggi, della Squadra Mobile di Salerno che ha eseguito un’ordinanza del gip del tribunale di Salerno che applica misure cautelari nei confronti di 25 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Secondo l’inchiesta denominata 'Patriot', coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia salernitana, la base operativa sarebbe nel capoluogo di provincia campano, ma le misure cautelari sono state eseguite anche in alcuni comuni della zona Nord del Salernitano, oltre che nelle province di Napoli, Cosenza e Verbania.

Stamane, impegnati circa 150 agenti, supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero della polizia. Alle 12, il procuratore di Salerno, Giuseppe Borrelli, con i vertici locali della Questura, incontrerà la stampa per illustrare i dettagli dell’operazione. Nelle conversazioni intercettate, la droga veniva chiamata «palla» o «pacco».

E, neanche durante il lockdown, l’attività di spaccio si sarebbe fermata, ma avrebbe continuato ad abbracciare molti quartieri della città di Salerno, tra cui il centro storico, Sant'Eustacchio, Canalone, 'villaggio dei puffi', Pastena, Torrione, Mercatello e Mariconda.

La Squadra Mobile di Salerno ha eseguito, oggi, nelle province di Salerno, Napoli, Verbania e Cosenza, una ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 25 persone (22 in carcere e 3 ai domiciliari) ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Uno degli arrestati viveva in Spagna ed era rientrato ieri sera a Scafati, dove è stato arrestato.

Per gli investigatori della Dda di Salerno, il gruppo, che avrebbe fatto capo ad un 38enne che era ai domiciliari per altra causa, sarebbe stato dedito all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e cocaina per diversi gruppi criminali che gestiscono lo spaccio di stupefacenti a Salerno e provincia. Gli inquirenti descrivono il 38enne come «il capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo criminale» e «colui che detta le direttive per l’acquisto e la cessione della sostanza stupefacente».

E lo definiscono anche «personaggio di grande spessore criminale, con a carico numerosi precedenti penali, non risulta abbia mai svolto alcuna lecita attività lavorativa, traendo i proventi per il suo sostentamento esclusivamente dall’attività criminale.È intraneo agli ambienti dello spaccio di stupefacenti da circa vent'anni». Allo stesso tempo, i poliziotti hanno constatato come l’indagato principale abbia mantenuto sempre un basso tenore di vita per evitare di attirare su di sè l’attenzione delle forze dell’ordine.

Tant'è che, solo raramente, avrebbe «partecipato, in prima persona, a scambi di droga ed accordi per l’approvvigionamento o la riscossione dei soldi per le forniture eseguite». Le forniture di cocaina, stando alle accuse, sarebbero state assicurate da due indagati residenti a Scafati e Boscoreale; quelle di hashish, invece, da un gruppo facente capo ad un altro indagato con la collaborazione di altri due, a Sarno. Durante le indagini, sono stati sequestrati circa 41 chilogrammi di hashish, mentre, nel corso di un’altra consegna, altri 18 chili circa. Sette sono stati gli arresti in flagranza nei mesi scorsi con il consequenziale sequestro di droga.

Un particolare emerso è l’acquisto di cocaina a Boscoreale da rivendere poi a spacciatori salernitani, organizzato dal 38enne, accompagnato da altri due indagati il 19 giugno 2018. Quel 'viaggiò nel Napoletano sarebbe stato effettuato, in modalità 'staffettà, con uno scooter, nel cui sottosella sarebbero stati caricati 2,160 chili di cocaina, e un suv. A pedinare i due veicoli, però, c'era la polizia.

Perciò, di ritorno a Salerno, ne è nato anche un inseguimento conclusosi con il sequestro della droga. Nel corso delle indagini, l’hashish, come spiegano gli investigatori, sarebbe stato nascosto nei locali adiacenti la casa di un altro indagato a Pontecagnano Faiano, poi scoperto, il pomeriggio del 5 gennaio di due anni fa, mentre nascondeva due zaini in casa di un altro individuo che, a sua volta, li spostava in uno sgabuzzino.

Fatta irruzione, la polizia ha arrestato quest’ultimo perché trovato in possesso di quasi 42 chili di hashish e sei pistole di diverso calibro, alcune prive di matricola e complete di munizionamento. L’organizzazione avrebbe avuto un’ampia disponibilità economica per acquistare le partite di droga. Ipotesi investigativa sostenuta dal recupero di 42 chili di hashish e sei pistole, per un valore di circa 50-60mila euro ed un mancato guadagno di circa 100mila euro; il recupero di 18 chili di hashish per circa 20mila euro ed un mancato guadagno di circa 30-35 mila euro; il recupero degli oltre due chili di cocaina, per un valore di circa 70mila euro ed un mancato guadagno di circa 100-120mila euro.

I pm della Dda hanno scoperto che «il sodalizio ha versato periodicamente una quota dei proventi della vendita delle sostanze stupefacenti a soggetti in stato di custodia cautelare». «Riteniamo - spiega il procuratore della Repubblica di Salerno, Giuseppe Borrelli - che questo gruppo abbia, nell’ambito complessivo dei gruppi delinquenziali operanti nella città di Salerno, una importanza centrale e che operi in rapporti di sinergia criminale con altri gruppi criminali. Siamo consapevoli del fatto di avere realizzato, su questa alleanza sinergica tra gruppi criminali, un intervento importante, eliminando un loro componente di primo piano».

Per il questore di Salerno, Maurizio Ficarra, si tratta di un’indagine «molto complessa per la quale non ci siamo mai fermati, neanche nel periodo del lockdown in cui questi signori, magari, non andavano per strada ma, attraverso altre modalità, si riuscivano a contattare e tramavano sempre ai fini di commettere reati di cui all’ordinanza».

Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, esprimendo «rallegramenti alle donne ed agli uomini della Polizia di Stato per la brillante operazione antidroga messa a segno nelle ultime ore», sottolinea che «l'attività è l’ennesima dimostrazione di alta capacità operativa e di controllo del territorio per la prevenzione e la repressione di reati tanto gravi». «Andiamo avanti così per garantire serenità nelle nostre strade ed assicurare sicurezza alle famiglie, alle attività commerciali, ed alle nuove generazioni», conclude.

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