Lunedì, 26 Ottobre 2020
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Notte bianca della Biodiversità, conclusione con un'escursione alla riserva di Longobucco

Si è svolta ieri la giornata conclusiva della manifestazione “La notte bianca della Biodiversità” con una escursione notturna nella Riserva Statale “Golia-Corvo” nel Comune di Longobucco in una nutrita cornice di pubblico, necessariamente contingentato e suddiviso in piccoli gruppi al fine di rispettare tutte le misure di prevenzione previste. La manifestazione fa parte del programma nazionale voluto dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Roma e dedicata alla scoperta delle Riserve naturali e delle specie animali notturne presenti all’interno dei 28 Reparti Carabinieri Biodiversità presenti sul territorio nazionale.

Per l’occasione si è voluto far conoscere agli amanti della natura incontaminata la Riserva Statale Golia Corvo, dove l’iniziativa ha avuto inizio con delle escursioni guidate nella secolare foresta costituita da imponenti esemplari di pino laricio.

Le escursioni hanno avuto come meta finale il Rifugio Forestale “Golia” ed il limitrofo laghetto, con una appendice dedicata agli amanti dell’astronomia, che hanno potuto osservare, a occhio nudo, il fantastico cielo della Sila e con l’ausilio del laser e guidati da un astrofilo, sono andati alla ricerca dei pianeti e delle principali stelle e costellazioni estive.

La manifestazione costituisce una importante occasione di divulgazione, conservazione, recupero, conoscenza dei valori ambientali, culturali e paesaggistici della Sila Grande.  Per l’occasione è stata portata all’attenzione del grande pubblico la Riserva Statale “Golia-Corvo” che di fatto costituisce la porta d’ingresso a quella che in epoca romana era denominata “Sylva Brutia” e secondo Plinio ed altri autorevoli storici assicurava, insieme a materiali come il grani­to, il legname di alberi per le costruzioni edili e navali, rifornendo la peni­sola e le colonie greche.

La foresta da svariati decenni viene gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza sostanzialmente come una “riserva naturale integrale” intesa come area naturale protetta nella quale non sono ammesse attività antropiche di nessun tipo, ad eccezione della ricerca scientifica e quel minimo di manutenzioni elementari indispensabili per le attività gestionali di studio e vigilanza. Di particolare rilevanza nelle foreste demaniali gestite dall’Arma dei Carabinieri è la presenza della rarissima Rosalia alpina e dell’ancor più raro Cucujus cinnaberinus, insetti indicatori di ambienti incontaminati utilissimi per gli scienziati per studiare gli effetti dei mutamenti climatici sull’ambiente.

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