Venerdì, 22 Gennaio 2021
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LA PROTESTA

Lecci abbattuti nella Villa Vecchia di Cosenza, insorge il Comitato Alberi Verdi

Il Comitato: "Non si rispettano la natura e la storia della città"

"Dopo aver distrutto il patrimonio arboreo di Cosenza, l’amministrazione comunale parte all’attacco della storica Villa Vecchia, sito vincolato alle norme di tutela contenute nella legge n. 1497 del 29/6/1939, ha perso pochi giorni fa due secolari lecci, abbattuti in seguito a una ordinanza del sindaco del 17 dicembre scorso" . Il comitato Alberi Verdi va all'attacco dell'Amministrazione citando un'ordinanza: «A seguito di sopralluogo del 25.11.2020 il Direttore dell’Esecuzione del Contratto dei servizi di “Gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria verde pubblico” della città di Cosenza, ingegner Antonio Moretti, ha segnalato, con apposita relazione tecnica, agli uffici comunali competenti una serie di criticità legate allo stato di salute di alcuni alberi presenti all’interno della Villa Comunale denominata “Villa Vecchia”, criticità tali da suggerire una serie di misure preventive mirate a preservare l’incolumità pubblica».

Il Comitato si chiede se "L'ingegner Moretti si sia avvalso dell’aiuto di agronomi, botanici o di altre persone competenti in materia, visto che lui è un ingegnere, o se il taglio dei due enormi e antichi lecci sia stato effettuato con la stessa leggerezza di tutti gli altri avvenuti in città. Ci chiediamo - continuano -  anche se davvero esiste la relazione tecnica, cosa contiene e perché il taglio è rientrato negli interventi di somma urgenza finalizzati a garantire la pubblica incolumità, visto che da un sopralluogo effettuato da alcuni membri del nostro Comitato, accompagnati da un professionista del settore, è emerso che i lecci presentavano dei problemi, ma non tali da giustificare un taglio urgente. Addirittura, uno di essi era quasi sano, sarebbe, dunque, bastato curarli e metterli in sicurezza e avrebbero vissuto ancora per anni. Mai questi alberi sono stati curati, così come la Villa Vecchia è in stato di abbandono da anni, ma a chi importa? E ora si è agito come al solito, invocando la somma urgenza (che non c’era), senza la presenza di un funzionario della Soprintendenza e senza, pare, la presenza dei vigili del Fuoco, come dovrebbe accadere in questi casi, che avrebbero dovuto delimitare l’area e impedire l’accesso. Perché? Inoltre, l’ordinanza riporta che «avverso la presente ordinanza, è ammesso ricorso al TAR della Calabria – Catanzaro, entro 60 giorni ovvero, in alternativa, entro 120 giorni, ricorso straordinario al Capo dello Stato.  Non è stato dato il tempo di poter presentare ricorso, perché? Abbiamo, inoltre, dato un’occhiata anche alla determinazione dirigenziale, pubblicata il 31 dicembre scorso, avente ad oggetto “Servizio di abbattimento di alberi pericolanti e potature e rimonda del secco all'interno della Villa Comunale denominata Villa Vecchia a tutela della pubblica e privata incolumità - Procedura con affidamento diretto”, da cui si apprende che «Con mail del 23.12.2020 il RUP, Francesco Longobucco, ha inoltrato richiesta di preventivo alla ditta Vivai Tecnofleur S.r.l., al fine di formulare la propria miglior offerta per l’espletamento dei seguenti interventi: alleggerimento chiome, potature, rimozione di rami secchi e monconi (apparato radicale), abbattimento dei soli esemplari pericolanti, in gran parte secchi, nello specifico, lecci n. 2, acacie n. 2, platani n. 2, pinus n. 1, pioppi n. 3, palma n. 1 e sostituzione delle piante abbattute con essenze della stessa specie» e che «le ragioni del ricorso all’affidamento diretto sono rinvenibili nella necessità di espletare il servizio in tempi brevi a tutela della pubblica e privata incolumità giusta Ordinanza Sindacale n. 51/2020». Riteniamo che la somma urgenza sia stata decisa per ricorrere all’affidamento diretto, pratica molto in uso dall’attuale amministrazione. Ricapitolando: si abbattono in tutta fretta due lecci secolari non pericolosi, probabilmente senza rispettare alcuna norma, al prezzo di 19.800,00 € escluso IVA, si priva la città di due giganti del verde, situati in un’area storica e vincolata, con la stessa prepotenza con cui è stato maltrattato il verde pubblico cosentino e non si dice nella determina chi fine faranno i resti degli alberi abbattuti. Chiediamo di sapere chi smaltirà i tronchi e i rami dei lecci e dove saranno smaltiti. Siamo sicuri che non avremo risposte, i padroni della città non possono essere disturbati.

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