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SANITA'

Asp, lo sfondo politico dietro i falsi bilanci. Quando Mauro disse: "Vogliono Cosenza"

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Quel «vogliono Cosenza» pronunciato dall’ex dg dell’Azienda sanitaria, merita una spiegazione e Mauro nel prosieguo del colloquio la offre: «Per metterci altra gente per governare»
Lo sfondo politico. L’inchiesta sui bilanci falsi dell’Asp di Cosenza lascia trasparire una pista legata alle “influenze” esercitate dal mondo istituzionale sul disastrato comparto sanitario. Il primo dato che balza agli occhi sfogliando le oltre duecento pagine dell’ordinanza firmata dal gip Manuela Gallo è che il telefono di Franco Pacenza, delegato a trattare le questioni della sanità dall’ex governatore Mario Oliverio, era sotto controllo.
Pacenza, che non è al momento indagato, esercitando le funzioni affidategli, teneva stabili contatti con l’allora dirigente generale del Dipartimento Salute della Regione, Antonio Belcastro e con l’ex direttore generale dell’Asp bruzia, Raffaele Mauro. Il primo è stato interdetto per un anno dalle funzioni pubbliche, l’altro costretto al divieto di dimora in Calabria. È proprio Pacenza - ignaro d’essere ascoltato - che dice a Belcastrose salta Cosenza, salta tutto!” Il riferimento è naturalmente alla disastrosa situazione finanziaria dell’Azienda sanitaria.
L’ex direttore Mauro, dal canto suo, nei colloqui che ha con la compagna, fa riferimento al mondo della politica affermando testualmente “... siccome io sono stato sempre individuato come espressione di Oliverio e di Adamo per sparare a loro sparano a me... hai capito la cosa?”.
Mauro durante la stessa telefonata rivela di aver avuto un alterco con l’ex governatore della Calabria spiegando alla donna  che “... ha sbagliato pure Oliverio con me l’altra mattina, andava trovando i numeri e ci siamo mandati a quel paese”. È la sera dell’8 febbraio 2019. Raffaele Mauro sta per lasciare definitivamente l’incarico. Anche sulla fine del mandato, l’ex direttore si lascia andare in precedenza a confidenze  con la propria compagna.  «No, bisogna andarsene. Bisogna andarsene anche perché – spiega – sono cambiati gli equilibri politici anche a livello romano e loro vogliono liberate le poltrone: se non te ne vai tu che non sei intelligente e lo capisci, ti cacciano loro in malo modo. Una persona equilibrata deve realizzare quando non ci sono più le condizioni».
E poi aggiunge: «Dovrei stare fino a quando non nominano i direttori generali, ma non ci voglio stare più, me ne vado, non è più conveniente. Il problema dei problemi – spiega Mauro – è il governo delle cose è siccome quelli che sono al Governo a Roma, dal Ministro al resto, hanno deciso che vogliono Cosenza, se la prendessero pure che a me non importa: me ne torno al mio lavoro, torno al mio lavoro».
Quel «vogliono Cosenza» pronunciato dall’ex dg dell’Azienda sanitaria, merita una spiegazione e Mauro nel prosieguo del colloquio la offre: «Per metterci altra gente per governare. Evidentemente hanno dei loro progetti da realizzate e tu scusa con 5200 dipendenti senza considerare i fornitori e tutte le altre circostanze ti rendi conto che è una cosa importante».
Mauro si lascia pure sfuggire che il sistema della sanità «a tanti serve come serbatoio elettorale». Ecco il sotteso politico su cui puntano le indagini. In molte intercettazioni sono stati apposti degli “omissis”. Mentre le trascrizioni di altri colloqui, probabilmente, non sono state ancora depositate perchè afferenti altri temi d’indagine. Dove porta la pista politica? Riserbo assoluto a palazzo di giustizia. Il procuratore capo Mario Spagnuolo e il pm Mariangela Farro non rilasciano dichiarazioni.

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