Venerdì, 20 Maggio 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Paola, i giudici: «Chianello non voleva uccidere Dodaro, ma ferirlo»
OMICIDIO PRETERINTENZIONALE

Paola, i giudici: «Chianello non voleva uccidere Dodaro, ma ferirlo»

di
Le motivazioni della sentenza di primo grado. L’imputato è stato condannato a 10 anni per la morte del tassista
Cosenza, Cronaca
Antonio Chianello arrestato a Cosenza per l'omicidio di Antonio Dodaro

«Antonio Chianello non voleva uccidere Antonio Dodaro ma semplicemente ferirlo». Con queste parole la Corte di Assise di Cosenza (presieduta dal giudice Paola Lucente) ha motivato la condanna a 10 anni di carcere di Antonio Chianello, 36enne di Paola accusato di essere il responsabile della morte di Antonio Dodaro. Il tassista di 53 anni fu aggredito il 7 gennaio del 2020 a Cosenza e poi morì all’Annunziata il 13 gennaio, quasi una settimana dopo. Lo scorso novembre, i giudici della Corte di Assise di Cosenza hanno emesso la sentenza di condanna in primo grado e, nei giorni scorsi, hanno depositato le motivazioni. La Corte ha ritenuto Chianello colpevole del reato «ascritto qualificato ai sensi dell’articolo 584 del codice penale». È stata esclusa l’aggravante dei futili motivi e concesse all’imputato le circostanze attenuanti generiche. Ecco perché per i giudici si è trattato di un «omicidio preterintenzionale»: Chianello avrebbe voluto solo ferire la vittima «animato da un dolo di impeto, verosimilmente per il rancore che nutriva nei suoi confronti per le insidie e le avances sessuali che la vittima aveva rivolto alla sua fidanzata».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Cosenza

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook