Mercoledì, 08 Febbraio 2023
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L'INTERROGATORIO

Cetraro, Aieta pronto a difendersi in aula

di
Faccia a faccia dell’ex consigliere regionale indagato per corruzione con il Gip di Paola Maria Rosaria Misiti
Cosenza, Cronaca
Giuseppe AIeta

Faccia a faccia con il Gip. Giuseppe Aieta, l’ex consigliere regionale del centrosinistra, indagato per corruzione, sarà interrogato oggi dal magistrato che gli ha imposto il divieto di dimora in Calabria.
L’esponente politico, difeso dall’avvocato Vincenzo Adamo, sembra pronto a difendersi respingendo le gravi ipotesi di reato contestategli dalla procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni.
Aieta si è trasferito a Milano per via delle misura cautelare firmata da Maria Rosaria Misiti che gli vieta di soggiornare nella nostra regione. Nel provvedimento sono contenute decine di intercettazioni telefoniche e ambientali che dimostrerebbero i rapporti mantenuti dall’ex consigliere con i sindaci di Acri, Giuseppe Capalbo, di Longobucco, Giovanni Pirillo, con l’amministratore della Sateca, la società che ha gestito le “Terme Luigiane” di Guardia Piemontese, Dante Ferrari, e con il medico e imprenditore della sanità Giuseppe Chiaradia, di Corigliano. Negli atti vi sono pure le trascrizioni riferite alle conversazioni intercorse con Giuseppe Tucci e Mario Schiavoni, entrambi dipendenti della Sateca.
Giuseppe Aieta asserisce di aver sempre agito nell’ambito delle proprie prerogative politiche e nel rispetto delle norme vigenti. Gli episodi di presunta corruzione non si riferiscono a dazioni di denaro ma all’interessamento avuto dal politico nei confronti della Sateca e della proroga riguardante la relativa concessione per la gestione degli impianti termali in attesa della indizione del nuovo bando. Per i magistrati inquirenti, il politico avrebbe agito per ottenere sostegno elettorale in occasione delle Regionale del gennaio del 2020 conclusesi con la sua rielezione in consiglio.
E sempre a questo contesto si ascriverebbe il suo interessamento per far nominare nella propria struttura speciale Capalbo e l’imprenditore roggianese Emilio Morelli e per far accordare un contratto di collaborazione al figlio di Pirillo.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

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