I segni della miseria non sono più solo quelli di un Pil addormentato all’interno di diagrammi che non crescono più. E non è nemmeno il crollo dell’occupazione a soffiare sul fuoco del default sociale. Le turbolenze negative seguono le rotte dello spopolamento, un fenomeno cominciato vent’anni fa e che ha cambiato il destino di questa terra. Uno scenario drammatico che si combina in mezzo alle ombre di numeri spaventosi, screpolando le fibre già consumate del Cosentino, una terra che ha cominciato a sprofondare verso un tramonto che appare ormai inarrestabile. Del resto, pochi giorni fa, l’Istat ha lanciato l’allarme su tutto il Mezzogiorno che rischia di sparire.
Una provincia anziana
L’Italia rischia di sparire al Sud, Cosentino compreso. L’ultimo dato dell’Istat (è quello del 2022) rivela una popolazione residente pari a 674.543 abitanti con una età media che è salita a 46 anni tondi. Che significa? Che la provincia sta invecchiando in fretta. Nel 2021, l’età media era di 45,7 anni, nel 2020 di 45,5. Ma è andando indietro nel tempo che si capisce meglio ciò che è accaduto: nel 2002, l’età media della popolazione cosentina era di 40 anni. Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Cosenza