
La Procura dovrà rivedere il quadro indiziario. Mancherebbero, infatti, gli elementi essenziali per attribuire al boss, ed ex pentito, Roberto Porcaro l’accusa di mandante dell’agguato – avvenuto in via degli Stadi il 22 settembre del 2011 – che costò la vita a Giuseppe Ruffolo. I giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione – accogliendo il ricorso degli avvocati Cesare Badolato e Mario Scarpelli – hanno annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Catanzaro.
La difesa di Porcaro – che viene indicato dalla Dda di Catanzaro come l’ex reggente delle cosche confederate bruzie – ha sollevato sia la questione della scadenza dei termini per l’applicazione della misura cautelare, che la mancanza di una sufficiente gravità indiziaria per confermare il ruolo di Porcaro come mandante. La Suprema Corte nella valutazione ha tenuto conto anche della sentenza del processo d’appello nei confronti di Massimiliano D’Elia ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio. Sentenza, nella quale i giudici hanno escluso l’aggravante mafiosa.
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