Lunedì, 17 Febbraio 2020
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LA PROTESTA

Consorzio bonifica di Trebisacce, i sindacati: "I lavoratori senza stipendi da 7 mesi"

Le segreterie provinciali e comprensoriali di FAI Cisl, FLAI Cgil e FILBI Uil, a seguito dell’assemblea dei lavoratori del Consorzio di Bonifica dei bacini dello Jonio cosentino, a cui ad oggi, non sono ancora state corrisposte le spettanze salariali maturate, annunciano "l’avvio di un percorso di mobilitazione nel caso in cui non venga data risposta a questo drammatico contesto".

"Ribadiamo la necessità di risolvere l’ormai inaccettabile condizione che grava su decine e decine di operai del Consorzio di Bonifica di Trebisacce - si legge in una nota delle sigle - , quasi sette mensilità non erogate, nonostante le continue e reiterare richieste che le scriventi O.S. hanno fatto pervenire al presidente Marsio Blaiotta. Gli impiegati e gli addetti del servizio irriguo e alla manutenzione degli impianti, non possono più attendere. I gravi ritardi nella corresponsione degli emolumenti colpisce la dignità stessa di questi lavoratori, che, nonostante tutto, continuano, con serietà, professionalità e spirito di abnegazione, a garantire il loro servizio, fondamentale per la salvaguardia del territorio e per l’attività economica rurale. Le maestranze non possono pagare sulla propria pelle anni d’inefficienze politiche ed amministrative, sprechi e cattiva gestione come quella che ha caratterizzato per anni il Consorzio di Bonifica di Trebisacce".

"Di fronte a questa difficile situazione, chiediamo l’urgentissima convocazione di un incontro tra le parti, al fine di un esame congiunto delle problematiche in atto, allo scopo di sbloccare le procedure amministrative e burocratiche e ricercare immediate azioni da mettere in campo per assicurare, quanto prima, salari e stipendi a tutti i dipendenti dell’Ente, perché l’efficienza dei servizi d’irrigazione nelle aree consortili passa necessariamente dal rispetto delle prerogative salariali degli operatori del consorzio di bonifica.

"Qualora questa richiesta non venisse accolta, siamo disposti ad attivare, unitariamente, tutti gli strumenti di rivendicazione sindacale.  Per i gravi motivi prima esposti, siamo pronti a dichiarare lo stato di agitazione assieme a operai e delegati sindacali, stufi del assordante silenzio con cui la Deputazione Amministrativa, nella persona del presidente dell’Ente, sta eludendo e mortificando i sacrosanti diritti dei suoi dipendenti e delle loro famiglie", conclude la nota.

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