Sabato, 14 Dicembre 2019
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LA VERTENZA

Proroga contratti per gli ex Lsu-Lpu, il sindaco di Amendolara ritira le dimissioni

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Il sindaco Ciminelli

Risolta la vertenza degli Lsu ed Lpu, il sindaco di Amendolara, Salvatore Antonio Ciminelli, ha ritirato le dimissioni, protocollate qualche giorno addietro e consegnate nelle mani del segretario comunale capo Nicola Di Leo. Stessa cosa ha fatto il primo cittadino di San Lorenzo Bellizzi, Antonio Cersosimo, che aveva rimesso il mandato, unitamente al suo vicario Pietro Pittelli e all'assessore Nicoletta Pittelli.

«Che sia una festa per tutti i calabresi - ha scritto l' avvocato prestato alla politica - considerando che la faccenda relativa ai lavoratori socialmente utile e di pubblica utilità è stata licenziata positivamente in Commissione Lavoro al Senato, ed ha avuto l'epilogo atteso. Le 4600 famiglie calabresi, in ansia da settimana per il loro futuro, possono ora attendere fiduciose l'approvazione della legge di bilancio».

Ciminelli era stato, sin dal primo momento, il principale ideatore di manifestazioni e quant'altro per portare al ribalta la situazione dei precari. «Non potevo restare sordo al loro disperato grido di allarme, cercando di coinvolgere tutti i sindaci del mio comprensorio e della Calabria, notando però sfiducia ed impotenza - ha aggiunto -. L’Alto Jonio cosentino e la Calabria tutta è un crogiuolo di piccole municipalità che grazie al lavoro quotidiano dei lavoratori ex Lsu-Lpu riesce a garantire i servizi essenziali per gli abitanti e, al tempo stesso, i loro stipendi fungono da ossigeno indispensabile per l’economia dei piccoli borghi creando un indotto economico senza il quale tante di queste comunità andrebbero in serio affanno».

È stata - ha detto il primo cittadino - una sfida di civiltà e di eguaglianza sociale che il Governo non poteva ignorare, ad iniziare dal premier Conte e dai vicepremier Salvini e Di Maio, il quale si trova a capo anche del Dicastero del Lavoro. Nei giorni della "rivolta" è stata tanta la preoccupazione negli occhi di questi lavoratori, che rischiava di tramutarsi in una guerra tra poveri se soltanto, malauguratamente, i sindaci sarebbero stati chiamati e costretti a dover scegliere tra loro quelli da stabilizzare, con le amministrazioni locali che ad oggi, non hanno le benché minime risorse per poter intraprendere simili percorsi di stabilizzazione».

«Noi sindaci- ha concluso Ciminelli - siamo un quotidiano frangivento, il primo e l’ultimo baluardo di garanzia dei cittadini e non possiamo essere lasciati soli al cospetto di simili problematiche, talmente grandi da mettere in discussione la serenità di una famiglia e di un intero paese».

«Per quanto mi riguarda - ha fatto eco l'ingegnere Cersosimo - a prescindere dalle dimissioni, ho sempre avuto una posizione a sostegno dei lavoratori ex Lsu-Lpu, condividendola con tutti i membri dell'amministrazione che ho guidato fino ad oggi. Purtroppo non amo le sceneggiate e se credo in qualcosa mi prodico in silenzio, senza clamori. C'ero, ci sono e ci sarò al loro fianco, fino a quando potrò, amministrativamente parlando, con posizioni in coerenza a ciò che ho sempre pensato e sostenuto».

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