Giovedì, 30 Giugno 2022
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Home Foto Cronaca Montegiordano, a 66 anni don Giovanni Lattuca è prete... padre e nonno: “Più vocazioni da conciliare”

Montegiordano, a 66 anni don Giovanni Lattuca è prete... padre e nonno: “Più vocazioni da conciliare”

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Un papà-nonno-sacerdote: tutto è possibile nelle mani di Dio. Lui è Giovanni Lattuca 66 anni, vedovo padre di due figlie e nonno di due nipoti. Il vescovo Francesco Savino, oltreché per le sue opere a favore degli ultimi, dei poveri, sofferenti e bisognosi, «affinché nessuno resti indietro», rimarrà negli annali della storia della Diocesi di Cassano Jonio, per aver ordinato, sabato, nella Basilica Cattedrale Minore cassanese un pastore già sposato, ora vedovo e padre, e peraltro, il sacerdote più anziano nella storia della Diocesi. Arrivato nell’Alto jonio cosentino dalla provincia di Agrigento come dipendente delle Ferrovie dello Stato, don Giovanni si è stabilizzato nel centro jonico, dove ha conosciuto la sua amata Rita, purtroppo volata in cielo molto giovane nel 2013, a causa di un brutto male. Dal frutto del loro amore, sono nate Marialucia e Teresa entrambe stimate dicono. E peraltro quest’ultima lo ha reso anche nonno di due splendidi bambini, Francesco e Margaret. Il vescovo Savino, si è rivolto al nuovo presbitero, mettendo in luce il suo percorso di fede: «Certamente la vita è tutta un cammino di trasfigurazione e tu, caro Giovanni, che oggi all’età di sessantasei anni diventi presbitero, comprendi bene il senso della metamorfosi della tua esistenza. In questi anni hai sentito forte il richiamo al presbiterato che hai raggiunto. Tutto quello che è accaduto nella tua vita è “Provvidenza”. La chiamata al presbiterato non è mai autoreferenziale, individualista, ma è chiamata alla comunione, alla corresponsabilità. Ti esorto a vivere con gioia la triplice fedeltà a Cristo e alla Chiesa, al presbiterio e alla tua famiglia. Rimani sempre nell’amore di Cristo ricordando ciò che affermava Sant’Agostino: “L’amare senza misura è la misura dell’amore”. Il Santo Curato d’Ars, di cui abbiamo fatto memoria liturgica qualche giorno fa, diceva: “il Sacerdote è l’uomo che non dice più 'io sono', 'io faccio, 'io conto', ma Dio esiste e agisce nella mia vita, perché senza la sua grazia io sono nulla».

Leggi larticolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Cosenza

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