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Il Parco archeologico di Sibari come spazio per una cultura del patrimonio e della legalità

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La cultura seppellisce le coppole storte. È partito stamane nel Museo Nazionale archeologico di Sibari l’originale l’iniziativa voluta dal direttore della struttura Filippo Demma. Si intitola “Di genio e meraviglie meraviglie: percorsi tra mito e cronaca, bellezza e mafia” e coinvolge i ragazzi dei licei classici di Cassano e Corigliano-Rossano.

Le classi sono state ospitate nella struttura museale in cui sono conservati reperti dall’età del Bronzo sin ad epoca romana. Tra questi uno dei tesori dell’umanità che è il Toro Cozzante di Sibari. Il direttore Demma ha incontrato i ragazzi accompagnandosi a docenti ed esperti raccontando loro della profondità culturale delle antiche città che sorgevano lungo la fascia jonica del cosentino.

Si è parlato di personaggi vissuti in questi luoghi tra cui spicca lo storico dell’antichità Erodoto, il celebre Protagora e il campione olimpico Kleombrotros. L’iniziativa nasce dall’esigenza di combattere la subcultura mafiosa attraverso la conoscenza della storia, della bellezza, della filosofia, dell’archeologia da opporre agli stereotipati modelli devianti offerti dalla ’ndrangheta.

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