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Cosenza, il museo all'aperto Bilotti accoglie altre 10 sculture

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Altre dieci sculture saranno presto posizionate lungo il Museo all'Aperto Bilotti di corso Mazzini a Cosenza.

Opere d'arte realizzate da artisti importanti come Severini, Mastroianni, Greco, Fazzini, Sironi e Martini.

Il Mab, nato su un progetto di Carlo Bilotti, grazie all'interesse mostrato dall'amministrazione Occhiuto, con il passare degli anni è diventato sempre di più uno spazio dove l'interazione tra opere e cittadini, arte ed ambiente, non solo ha migliorato esteticamente l'isola pedonale (sia pure non siano mancate le aggressioni vandaliche) ma è diventato uno spazio meta di comitive di studenti e turisti.

Nel Museo all'aperto, a cui collabora da tempo anche l'architetto Amedeo Lico, trovano posto opere dei grandi artisti del '900 e dell''800. Il percorso culturale che va da piazza Bilotti a piazza dei Bruzi sta per accogliere altre 10 opere. Sono quelle realizzate da Umberto Mastroianni, “Senza titolo”, le quattro di Gino Severini, “Attitude”, “Relevè sur Pointe”, “Fouittè”, “Arlecchino” del 1957. Poi quelle di Augustin Filipovic, “Figura femminile”, Pericle Fazzini, “Sibilla” del 1947, Emilio Greco, “Accoccolata” del 1975, Mario Sironi, “Cariatide” del 1940, di Arturo Martini, “Dormiente” del 1921. L'undicesima, quella di Alba Gonzales, “Sfinge I”, è già stata trasportata su corso Mazzini ma è da collegare e posizionare su un nuovo basamento.

Soddisfatto il sindaco Mario Occhiuto che sta pubblicizzando da giorni le nuove opere del Mab sulla sua pagina Facebook e ringraziando gli artisti, gli eredi e le Fondazioni, per la fiducia accordata. Complimentandosi inoltre per il lavoro, la passione e la tenacia con Roberto Bilotti e l'architetto Amedeo Lico, che da anni si impegnano per la cultura e la bellezza della città.

Le sculture presenti nel Museo all'Aperto Bilotti (Mab di Cosenza, costituiscono una collezione di grande interesse storico ed artistico. Per il Mibact, infatti, le opere eseguite da artisti che rappresentano alcune delle principali correnti di arte contemporanea che percorrono il XX secolo sono di eccezionale importanza culturale. Il Ministero proprio di recente ha accolto la proposta della soprintendenza di dichiarare appunto il Mab collezione di interesse storico e culturale.

Un riconoscimento dovuto al fatto che le sculture del Mab rappresentano alcune delle diverse correnti di arte contemporanea che percorrono il XX secolo.

«Il Mab», hanno più volte avuto modo di sottolineare il sindaco Occhiuto, Roberto Bilotti e l'architetto Amedeo Lico, «riveste altresì un valore assoluto ed esprime un collegamento identitario e civico eccezionale anche per l'integrità e la completezza del patrimonio culturale del nostro Paese». Lico fa notare anche il grande impatto che «cultura e creatività hanno sull'economia e sull'occupazione, dando un contributo all'innovazione e al diffondersi di nuove competenze e svolgendo un ruolo sociale ed educativo che ha molteplici ricadute positive sulla qualità della vita».

Tra le sculture in arrivo quelle cubo-futuriste di Severini (scomponeva e ricomponeva secondo una diversa realtà quale quella cubista). Spicca il suo “Trittico” con i tre passi di danza: “Relevè sur Pointe”, “Fouittè” e “Attitude”. Inoltre importante sottolineare la sua partecipazione alla corrente Futurista con Boccioni.

E poi Pericle Fazzini noto per la realizzazione della scultura raffigurante il “Grande Cristo” nella Sala Nervi del Vaticano a Roma. Sironi e Martini, invece sono stati “condannati” dalla critica perché visti come artisti legati al regime. «In realtà», fa notare l'architetto Lico, «sono stati artisti che hanno partecipato al razionalismo italiano». Emilio Greco (noto anche per avere realizzato le porte di Orvieto) è già presente sul Mab con “La grande bagnante”). Alba Gonzales va ad aggiungersi a quella che finora era l'unica donna-artista, la Raphael, ospite del Museo all'Aperto. Una “Quota rosa” destinata comunque ad ampliarsi.

© Riproduzione riservata

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