Domenica, 25 Settembre 2022
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Speciale “Le voci del Raganello, quattro anni dopo” IL TRAILER

Non è stato semplice per nessuno tornare - fisicamente o con la mente - in quei luoghi. Per ognuno dei protagonisti della vicenda di morte c'è un prima e un dopo 20 agosto 2018. La piena del Raganello, a Civita, è costata la vita a dieci persone ma ne ha segnate molte di più di esistenze. Dopo 48 mesi si va ancora a caccia di spiegazioni. Chiunque, anche tra i diretti interessati, continua a porsi domande e la narrazione della tragedia è stretta nella morsa di due grandi versioni: da una parte chi attribuisce alla casualità e alla forza tanto poderosa quanto incontenibile e imprevedibile della natura l'innalzamento fino a quasi un metro e settanta del livello del torrente; dall'altra chi individua negli errori di chi amministra il territorio l'epilogo tanto triste e crudele. Posizioni totalmente differenti che rimbalzano da un'aula di tribunale a un'altra, tra un processo e un altro. Ciò che non cambia è la sostanza, appunto: c'è un prima e un dopo 20 agosto 2018.

Le testimonianze di quel maledetto giorno

Ci siamo recati a Civita anche noi e, lungo il nostro percorso, abbiamo intervistato sette persone che hanno vissuto in prima persona quel maledetto giorno di fine estate di 4 anni fa: il sindaco di Civita (oggi come all'epoca dei fatti) Alessandro Tocci, l'ex responsabile della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi, la sorella di una delle vittime Amelia De Rasis (che in seguito al dramma di Civita ha perso suo fratello Antonio), il rappresentante dell'Elisoccorso Calabria, Pasquale Gagliardi, l'ex presidente del Soccorso alpino regionale, Luca Franzese, il sopravvissuto pugliese Ivan Portulano, e il primo giornalista a giungere sul posto, Angelo Biscardi (Gazzetta del Sud).

La situazione giudiziaria

Allo stato sono due le fasi processuali che ricorrono tra il Tribunale di Castrovillari e la Corte d’appello di Catanzaro.  Davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Castrovillari sono imputati sindaci e responsabili delle società che si occupavano delle passeggiate organizzate all’interno delle Gole del Raganello. A Catanzaro, la Procura presso la Corte d’appello ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati per cui era stato disposta l’archiviazione da parte del Gup in fase preliminare.

Il ricordo delle vittime 

Durante l’esondazione del Raganello hanno perso la vita Antonio De Rasis, 32 anni, di Cerchiara, guida esperta e volontario della Protezione Civile, Maria Immacolata Marrazzo, 43 anni, avvocata di Torre del Greco (Na); Carlo Maurici, 35 anni, e Valentina Venditti, 34, romani; Myriam Mezzolla, 27 anni, e Claudia Giampietro, 31, pugliesi, sorprese dal fiume mentre facevano rafting. Pugliese era anche Gianfranco Fumarola, 44 anni, agente di polizia penitenziaria. Di Qualiano, nel Napoletano, erano i coniugi Carmen Tammaro, 41 anni, e Antonio Santopaolo, 44. Le loro figlie di 10 e 12 anni sono fra i sopravvissuti. L’altra vittima fu Paola Romagnoli, ricercatrice bergamasca di 55 anni.

© Riproduzione riservata

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