Sabato, 22 Settembre 2018
OPERAZIONE FUSION

34 arresti per droga

operazione fusion, Cosenza, Calabria, Archivio
operazione fusion

Sono partite nel 2010 dopo la morte di un venticinquenne  Eros Milizia, che aveva  ingoiato 5 grammi di cocaina per eludere un controllo, le indagini che all’alba hanno portato all’operazione “Fusion” sull’alto jonio cosentino e nella sibaritide. Disarticolata una organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Trentaquattro  le persone finite in manette, di cui 11 in flagranza di reato nel corso dell’attività investigativa dalla fine del 2010 a poco tempo fa. Quarantasei le  persone denunciate  tra cui molti pregiudicati ritenuti vicini o organici alle cosche di ndrangheta della zona. Sequestrati 800 grammi di droga e una pistola, una Beretta 84,  risultata rubata. Il blitz, coordinato dalla procura di Rossano  ha visto impegnati 250 carabinieri i del comando provinciale di. Cosenza. Dalle indagini è emerso che  la droga veniva acquistata  in Campania, soprattutto a Terzigno,  Pozzuoli e a Torre Annunziata. Ed è seguendo alcuni degli arrestati che gli inquirenti sono potuti risalire ai fornitori. Tra gli arrestati Andrea Ranieri, ritenuto il canale napoletano preferenziale per l’acquisto della cocaina e in collisione con le cosche della camorra, che avrebbero anche tentato di ucciderlo. Il nome dell’operazione deriva da un noto locale di Corigliano, il “Fusion” nel quale molti degli arrestati si ritrovava.

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