Sabato, 22 Settembre 2018
VIOLENZA SULLE DONNE

I 113 passi interrotti
la performance di Cosenza

113 paia di scarpe, centro lanzino, cosenza, giornata internazionale contro violenza sulle donne, Cosenza, Calabria, Archivio
manifestazione contro violenza donne a cs

Come i cento passi che separavano la casa di Peppino Impastato da quella di don Tano Badalamenti, cento passi dalla legalità alla criminalità, nella giornata contro la violenza sulle donne è tornata la metafora dei passi, questa volta passi interrotti dalla follia patologica di mariti, fidanzati, uomini che hanno spezzato la vita di 113 donne nel solo 2012. Una strage di innocenti. Ad evocare queste 113 vittime anche a Cosenza, come in tante piazze italiane, le 113 paia di scarpe con accanto il nome delle donne ammazzate disposte su piazza kennedy. Una performance di grande effetto, curata dal centro antiviolenza Roberta Lanzino,  circondata dal silenzio rispettoso dei passanti che si soffermavano, guardavano e probabilmente riflettevano su un fenomeno , il femminicidio, che nonostante le parole, le campagne di sensibilizzazione, l’emancipazione è in preoccupante aumento e  presenta ogni anno un conto inaccettabile. 113 paia di ballerine, sandali, scarpe, variopinte, diverse e curiose come sono le donne e come probabilmente erano le donne assassinate il più delle volte in maniera atroce: sgozzate, accoltellate, soffocate, sparate. E Cosenza che si è mobilitata nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne ha pagato un prezzo altissimo a cominciare da Roberta Lanzino, diventata il simbolo della battaglia contro questa barbarie in Calabria e in Italia,  Anna Morrone, Maria Rosaria Sessa, Tiziana Falbo solo per citarne alcune. Ma la giornata di memoria è servita anche per lanciare il grido d’allarme del Centro Lanzino alla regione e alle istituzioni perché vengano erogate le risorse alla casa rifugio, costretta a chiudere per i ritardi e gli impegni disattesi. Eppure, sono queste iniziative la componente più importante di quelle strategie di sostegno che le donne, vittime di violenza, devono avere per evitare di finire su un tavolo di obitorio. Luoghi protetti dove le donne che denunciano, che fuggono trovano sicurezza e tutele e possono ricominciare. 

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