Venerdì, 21 Settembre 2018
COSENZA

Rimborsi non dovuti
chiusa indagine
su ex vertici ASP

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guardia di finanza

Rimborsi non dovuti ad alcune case di cura private per circa due milioni di euro erogati dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza nel periodo 2008/2009. Su questo fonda l’inchiesta avviata dalla procura bruzia guidata da Dario Granieri e condotta dagli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza chiusa oggi con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dal procuratore aggiunto Domenico Airoma,  nei confronti di tre indagati, ovvero l’ex direttore generale dell’ASP, Franco Petramala, l’ex direttore sanitario Antonio Scalzo e l’ex funzionario Anna di Donato. Sono accusati di abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica.  Le fiamme gialle hanno spulciato numerosi faldoni, incrociato i dati, raccolto testimonianze e alla fine hanno accertato una serie di presunte irregolarità. Il fulcro dell’inchiesta ruota attorno al danno economico provocato dal comportamento dei tre indagati che avrebbero favorito illegittimamente alcune case di cura private a cui in sede di controllo delle schede di dimissioni ospedaliere,  l’unità operativa Spedalità dell’ASP aveva contestato drasticamente il rimborso per le prestazioni effettuate perché ritenute non appropriate. I tre indagati, secondo la procura bruzia, invece avrebbero rivisto le contestazioni riducendole di oltre il 50% a tutto vantaggio delle cliniche private. Nel solo  2008 ad esempio,  secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, le contestazioni sarebbero state ridotte da 600 mila euro, cifra individuata dall’Unità di spedalità, a circa 30 mila euro. Grazie a questa sorta di marcia indietro dell’ASP le case di cura avrebbero percepito illegittimamente circa 2 milioni di euro. Durante le indagini i finanzieri avrebbero anche accertato che l’ex direttore sanitario Scalzo avrebbe chiesto l’aspettativa per qualche mese ufficialmente per motivi di famiglia, mentre in realtà l’allontanamento dal servizio era legato, si legge nella conclusione delle indagini, all’assunzione dell’incarico di direttore sanitario in un centro di riabilitazione dell’hinterland cosentino

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