Lunedì, 24 Settembre 2018
COSENZA

I finti “angeli
della solidarietà”

di

Il cuore e il sorriso sarebbero serviti solo come chiave per spalancare le porte della solidarietà. Il sistema dell’“offerta” per una “giusta causa” avrebbe consentito a un gruppo di falsi filantropi di convincere migliaia di persone, agganciate nei parcheggi dei centri commerciali o degli ospedali e nelle piazze di tutta Italia, a versare il “contributo volontario” per i più bisognosi. Non c’era festività o ricorrenza che veniva ignorata. Persino il concerto del primo maggio nella capitale divenne un appuntamento nell’agenda dell’ipotetica organizzazione. E i soldi raccolti sarebbero finiti, attraverso percorsi tortuosi, nelle tasche d’una presunta gang dedita ai raggiri. Una trama esplorata per più di un anno dal pm Salvatore Di Maio e dai carabinieri della Compagnia di Rende, guidati dal capitano Luigi Miele, nell’inchiesta che ha preso il nome proprio dalle onlus che avrebbero promosso le raccolte per garantire sostegno a gente in difficoltà come anziani soli e persone con handicap. Due associazioni ufficilamente senza scopo di lucro che avrebbero avuto come bussola obiettivi culturali, ricreativi, assistenziali e sportivi. Secondo i detective del tenente Giovambattista Marino, sarebbero state credenziali da sbandierare davanti ai donatori più sospettosi. La Procura guidata da Dario Granieri ha definito le indagini preliminari nei confronti di sedici persone. Si tratta di: Sandro Daniele, 62 anni, di Rende, bancario in pensione, e in passato coinvolto nelle indagini avviate per far luce sull’omicidio del ristoratore di Cerisano, Tullio Capalbo, fatto per il quale fu poi assolto con sentenza passata in giudicato; Arianna Mauro, 30 anni, detta “la presidentessa” per via del ruolo apicale ricoperto nell'associazione “Il sorriso”, il fidanzato, Simone Santoro, 32 anni, il “cognato”, Giuseppe Santoro, 33 anni; Giuseppe Ponzano, 30 anni, detto “il segretario”, tutti di Rende; Alessandro Di Fino, 30 anni, di Carolei e Diego Damaggio, 34 anni, di Napoli; Manuel Intrieri, 22 anni, di Bisignano; Marco Filippelli, 32 anni, di Carolei; Francesco Filippelli, 34, di Carolei; Serena Leggio, 22, di Lecce; Mattia Bibbò, 20, di Milano; Francesco Benito Voltasio, 22, di Cosenza (l’unico ancora irreperibile e al quale non sono stati notificati gli atti dell’inchiesta); Roberto Sprovieri, 21, di Luzzi e Francesco Arena, 22, di Marano Marchesato. Gl’indagati, che si protestano innocenti, sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati: Marcello Manna, Gianluca Garritano, Ugo Le Donne, Luca Acciardi, Filippo Cinnante, Giuseppe Malvasi, Cesare Badolato, Paolo Pisani e Rossana Cribari. I finti angeli della solidarietà si muovevano in gruppi di tre o quattro persone per ciascuna manifestazione. Prima della partenza ricevevano il “kit” del volontario a cominciare dalla pettorina arancione con la scritta “Volunteer”. In valigia ognuno di loro portava, pure, biglietti illustrativi intestati alle due associazioni, con l’indicazione della sede, l'indirizzo web, gli scopi benefici perseguiti, i blocchetti con le ricevute da rilasciare ai singoli donatori, nelle quali veniva attestato l’importo del “contributo” corrisposto. Le mete sarebbero state raggiunte in treno o con auto messe a disposizione da Sandro Daniele. Ciascuna spedizione prevedeva anche un coordinatore. Ruolo che abitualmente sarebbe stato affidato ai fratelli Santoro o a Di Fino. A ciascun “capo” sarebbe stato consegnato il denaro raccolto. Quattrini che sarebbero stati, poi, versati, tramite poste pay, e finivano nella disponibilità di capi e membri della ipotizzata organizzazione, secondo quote ben definite. Daniele, ufficilamente non compare tra i componenti delle due onlus, però, secondo il pm Di Maio sarebbe stato la mente del gruppo. Solo l’ex bancario, in poco più di un mese, avrebbe percepito più di 2.100 euro di guadagno. L’inchiesta è partita da una segnalazione della Questura di Siracusa. Un verbale con i nomi d’un gruppo di volontari cosentini. Il pm Di Maio aprì un fascicolo e seguendo le scie di quei giovani è arrivato a definire i contorni della presunta gang degli insospettabili “cacciatori” di solidarietà.

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