Martedì, 25 Settembre 2018
COSENZA

I ricatti fatti
via sms dal
pentito Calabrese

pentito calabrese, Cosenza, Calabria, Archivio

Il ricatto. Consumato tra cemento, mattoni e pallottole: l’impasto prediletto dalla mafia. Il protagonista è Roberto Violetta Calabrese, 49 anni, cresciuto negli ambienti della malavita e, da sempre, “amico degli amici”. L’uomo ha deciso di collaborare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nella scorsa primavera. Temeva di fare una brutta fine. Calabrese, tuttavia, mentre era già stato ammesso a misure urgenti di protezione non ha perso il “vizio” di usare i vecchi “metodi” per far valere le proprie ragioni nei confronti di alcuni debitori. Così, utilizzando una scheda telefonica, ha cominciato a mandare Sms ad antichi sodali che gli dovevano dei soldi. Ad uno ha scritto: «Questa storia un giorno finirà e ci rivedremo ». Non solo: il pentito ha pure ricordato all’«amico» che era in possesso di suoi documenti che comprovavano il pieno inserimento in un giro di usura. Con un altro imprenditore con cui è stato in stretti rapporti, il collaboratore è ancora più esplicito. Lo invita, infatti, a rilasciare una «liberatoria» altrimenti segnalerà il caso alla procura e «sarò costretto – scrive nel messaggio – a dire con chi sei associato». La vicenda si riferisce alla posa in opera di alcuni pavimenti per conto di una società di costruzioni nella quale lo stesso Calabrese svolge un ruolo. È l’ediliza, infatti, uno dei campi dove la criminalità organizzata reinveste denaro. Il pentito chiama pure un amico del Paolano invitandolo a collaborare con i magistrati. La frase che dice all’uomo è «salvati pure tu». Calabrese non immagina che i pm antimafia Pierpaolo Bruni e Vincenzo Luberto lo stanno facendo monitorare dai carabinieri del Ros. Non si fidano di lui e lo tengono d’occhio. E così, alla fine di giugno, lo convocano negli uffici della Dda di Catanzaro contestandogli messaggini e chiamate. Il pentito, senza esitazione, crolla. Ammette tutto e consegna i telefonini e le schede di cui è in possesso. Il verbale d’interrogatorio è stato depositato in Assise.

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