Lunedì, 24 Settembre 2018
COSENZA

Sangue infetto,
caso regionale

sangue infetto, Cosenza, Calabria, Archivio

  I detective per la Tutela della salute dell’Arma anche ieri sono tornati a San Giovanni in Fiore per sentire altra gente “informata sui fatti”. Gente in grado di riferire particolari sul meccanismo della raccolta, conservazione e distribuzione delle sacche ematiche. I Nas vanno alla ricerca di altri indizi per scoprire come e perché quel plasma contaminato possa essere stato utilizzato per scopi terapeutici nell’ospedale dell’“Annunziata”. La prossima settimana sarà cruciale perché in agenda sono previsti una serie di appuntamenti. Si comincerà martedì, alle 11, con la conferenza stampa dei vertici della Direzione Aziendale, nella sala convegni di via San Martino, organizzata per «informazioni sulla attuale situazione di criticità dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza». Intanto, anche la Regione si sta interessando, proprio in queste ore, al Centro trasfusionale dell’“Annunziata”. Un primo incontro a Catanzaro c’è già stato per studiare le criticità evidenziate nel rapporto dei Nas. Un lungo dossier che si conclude con la richiesta d’emissione di provvedimenti urgenti nella struttura finita al centro dell’inchiesta. E sempre da un dossier dei carabinieri per la Tutela della Salute è nata anche l’iniziativa della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin che ha deciso d’inviare a Cosenza i suoi ispettori.

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