Domenica, 19 Settembre 2021
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La storia della metropolitana leggera Cosenza-Rende finisce sul tavolo dei  Ministri dell’Economica e dello Sviluppo Economico e delle Politiche Europee in una interrogazione firmata dal parlamentare del movimento 5 Stelle Sebastiano Barbanti-  "Il rischi (ma forse sarebbe meglio parlare di elevata probabilità) che si apprestano a correre i Comuni di Cosenza e Rende- si afferma-  nel dare il via libera al sistema metropolitano suddetto sono tanti" " a cominciare  dall’impatto che esso avrebbe sull’assetto urbanistico della città : impatto, a nostro avviso, disastroso e che potrebbe pregiudicare proprio l’integrazione urbanistica di quartieri che - negli anni - ha cambiato il volto dell’urbe e del suo hinterland." 
"Nel bando modificato - si sottolinea- è previsto che l’offerente dovrà prevedere una ripartizione dei costi tra la programmazione 2007/2013 e la programmazione successiva, ma la decisione CE n. 1573 - cui il bando fa riferimento - stabilisce di identificare con due fasi “chiaramente identificabili” gli obiettivi materiali e finanziari del progetto che, invece, non sono in alcun modo identificati (e, oserei dire, identificabili) nel crono-programma del progetto : il rischio è che la procedura, avviata con grave ritardo dalla Regione Calabria, potrebbe comportare il mancato rispetto delle norme comunitarie, comportando il mancato riconoscimento delle spese sostenute e con conseguente disimpegno di fondi FESR ed obbligo di restituzione da parte dell’Italia all’Unione Europea. Alla luce di tale elevata probabilità siamo convinti che il mega progetto possa rappresentare un boomerang pronto a colpire l’Area Urbana, le casse dei Comuni interessati, pregiudicando - infine - l’assetto urbanistico dell’hinterland." " Crediamo, invece - conclude- che si possano adottare soluzioni meno costose e più efficaci, puntando magari su un sistema di mobilità sostenibile di ultima generazione : sarebbe meno invasivo, meno dispendioso e sicuramente più gradito alla popolazione, almeno quanto lo scampato pericolo dell'ennesimo spreco di risorse".

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