Giovedì, 22 Ottobre 2020
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COSENZA

Scarnati segretario
Filcams Cgil

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foto gazzetta del sud

Una forte denuncia, ma anche una serie di proposte concrete, su lavoro nero, precarietà e appalti al massimo ribasso: su queste tematiche è stato incentrato il congresso della Filcams Cgil Calabria che ha portato alla rielezione del segretario uscente Luigi Scarnati. Un congresso chiuso da Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale della Filcams Cigl.“Abbiamo evidenziato  l’impegno che intendiamo assumere come categoria - ha sottolineato Scarnati- per combattere le grandi emergenze che affliggono i settori più importanti" “In Calabria è palese il tentativo delle maggiori aziende di mettere in discussione diritti acquisiti su orari e tempi di lavoro" – ha aggiunto il segretario della Filcams Cgil - "Per invertire la rotta, -“il prossimo mandato congressuale dovrà essere caratterizzato dall’impegno per la massima diffusione della contrattazione, in particolare di secondo livello, sia aziendale sia territoriale. Continueremo a lottare affinché nella fase di rinnovo dei Ccnl nazionali possano realizzarsi soluzioni in grado di intervenire sul regime dei bassi salari che caratterizza il terziario, di porre un argine alla destrutturazione delle imprese, arrestando la tendenza alla progressiva precarizzazione del lavoro”. “Occorre porre un freno al ricorso esasperato ai processi di esternalizzazione che minano le basi della struttura industriale del settore e mettono in discussione i diritti e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre ad abbassare la qualità dei servizi ai cittadini. Emblematica, in questa direzione, è la vertenza dei 1300 ex Lsu calabresi impiegati nella pulizia delle scuole”. Scarnati ha ricordato infine  le vertenze del settore, a partire dalla vigilanza privata, e si è concentrato sul commercio, “comparto nel quale manca dal 1998 un piano per la distribuzione”, e sul turismo, “vero volano di sviluppo sul quale investire i fondi Por”. “Nel turismo, però, il quadro è sconfortante – ha concluso -. Basti guardare alla vicenda di Sibari, oppure agli impianti di risalita di Lorica che sono chiusi, o ancora ai cumuli di rifiuti per strada e al mare sporco”.

 

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