Martedì, 22 Ottobre 2019
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REGIONE

Nomine e decreti
assalto a diligenza
denuncia di Guccione

carlo guccione, giuseppe scopelliti, nomine, regione calabria, Cosenza, Calabria, Archivio
giunta calabria catanzaro

“E' in atto, da parte degli ambienti politici del centrodestra, un tentativo di assalto alla diligenza regionale messo in atto per continuare a gestire quel poco che resta dell'Amministrazione a fini clientelari e a scopi esclusivamente elettoralistici. E' palese il tentativo di Scopelliti e dei suoi sodali di utilizzare le postazioni di potere che occupano ormai abusivamente per posizionarsi strategicamente in vista  dei prossimi appuntamenti elettorali”. La denuncia è del consigliere del PD Carlo Guccione che prosegue “Non si può leggere in altro modo la pervicace volontà della giunta di centrodestra che continua a riunirsi, programmare, pianificare come se nulla fosse accaduto, come se Scopelliti fosse ancora al suo posto e non fosse invece sospeso dalla carica per effetto della legge Severino. L'ex governatore ha infatti continuato a esercitare le sue precedenti funzioni come se nulla fosse. Gli atti sono stati subito annullati in autotutela dal ministro della Salute, Lorenzin, che ne ha decretato la palese illegittimità. Ma nonostante le dimissioni e la revoca dei provvedimenti da parte del governo, ancora oggi i decreti di Scopelliti fanno bella mostra sul sito della Regione Calabria. E c'è di più: le palesi illegittimità consumate dalla giunta di centrodestra non si limitano al solo comparto della sanità ma riguardano anche altri settori delicatissimi della macchina amministrativa come gli incarichi e le nomine dei nuovi dirigenti. In data 5 maggio, 19 maggio, 11 giugno, 24 giugno e 3 luglio sono stati emessi cinque nuovi avvisi di selezione per il conferimento di incarichi dirigenziali che impegnano l’Amministrazione regionale per i prossimi tre anni, nonostante il consiglio regionale sia ufficialmente sciolto dal 3 giugno, giorno in cui ha preso atto delle dimissioni di Scopelliti. Davanti a procedure evidentemente illegittime c'è da chiedersi chi dovrebbe vigilare sulla corretta applicazione delle normative regionali e perché fin ora questo non è stato fatto”.

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