Venerdì, 27 Gennaio 2023
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CARCERI

Ufficio UEPE
di Cosenza è
al collasso

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Anche in Calabria i radicali puntano l’attenzione sulla situazione carceraria. Emilio Quintieri denuncia in particolare la situazione all’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna (Uepe) di Cosenza che sarebbe al collasso. “Non c’è personale ed a farne le spese sono soprattutto i detenuti per i quali diventa sempre più difficile ottenere i benefici e le altre misure alternative alla detenzione previste dall’Ordinamento Penitenziario che, al momento, per tanti cittadini restano solo sulla carta. L’Uepe di Cosenza, Ufficio periferico del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia, diretto da Emilio Molinari, soffre di una gravissima carenza di personale di servizio sociale pari all’80% della scopertura. Infatti, al momento – prosegue Quintieri – vi sono in servizio solo 4 Assistenti Sociali su una pianta organica che ne prevede ben 22. E, tra qualche giorno, la situazione continuerà ad aggravarsi poiché uno di questi Funzionari che, tra l’altro, attualmente, ricopre l’incarico di Responsabile dell’Area di Segreteria, andrà in pensione per sopraggiunti limiti d’età. Inoltre, all’Ufficio di Cosenza, non è mai stato assegnato il funzionario dell’organizzazione e delle relazioni, pur essendo previsto nella pianta organica ed il Direttore Molinari, da alcuni anni, è costretto a svolgere servizio in missione anche presso l’Ufficio Territoriale di Catanzaro.  Non è possibile che un Ufficio importante come quello dell’Uepe di Cosenza che ha competenza su 4 Istituti Penitenziari, 3 Case Circondariali (Cosenza, Paola e Castrovillari) ed 1 Casa di Reclusione (Rossano) e su tanti altri cittadini sottoposti a misure alternative alla detenzione intramoenia, possa svolgere le numerose funzioni assegnategli dall’Ordinamento Penitenziario con queste carenze. Il Governo ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria pare che abbiano completamente dimenticato la Calabria, aggiunge ancora l’esponente radicale Emilio Quintieri. Nella nostra Regione, ormai da 5 anni, dopo il suicidio di Paolo Quattrone, manca un Provveditore Regionale in pianta stabile”.

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