Lunedì, 25 Ottobre 2021
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RENDE (CS)

Tre anni di stalking
23enne in manette

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Dopo tre anni di persecuzioni, molestie, minacce nei confronti dell’ex fidanzata, stamani per lui si sono aperte le porte del carcere. Nicolais Gori, 23enne di Rende, è stato arrestato dai carabinieri della locale compagnia si disposizione del GIPdel tribunale di Cosenza che ha accolto in pieno la richiesta della procura guidata da Dario Granieri. Richiesta suffragata da dettagliate indagini, da riscontri che hanno confermato una vicenda assurda quanto pericolosa. Dal 2012 e in maniera costante e ossessiva il giovane avrebbe minacciato, perseguitato, pedinato la sua ex fidanzata, una studentessa del vibonese, costretta a tornare al suo paese, lasciando l’università. Un anno di relazione, tre anni di inferno. Non riusciva ad accettare la fine del rapporto, interrotto dalla ragazza per la sua gelosia incontrollabile di Gori. E nonostante le 4 denunce presentate dalla vittima, nonostante le due condanne definitive e un procedimento in corso, lui ha continuato imperterrito a perseguitarla. Telefonate e messaggi a raffica, e se lei cambiava telefono riusciva a recuperare il numero nuovo. Pedinamenti costanti all’università e in ogni suo spostamento. Cosi come si sono rivelati inutili anche i continui cambi di residenza. Lui era sempre li sotto casa, al citofono, a prendere a calci la porta dell’appartamento, a minacciarla di morte, minacce estese anche alla sua famiglia. Le precauzioni assunte dalla vittima di uscire sempre accompagnata, di vivere blindata sono servite a poco.  Un incubo infernale che ha provocato alla giovane un preoccupante stato di ansia, di paura per la propria incolumità e per quella dei congiunti. Da qui il provvedimento del GIP che ha ravvisato nella condotta dello stalker segnali di grave pericolosità, tenuto conto che a nulla erano servite le condanne, i divieti. Ormai Gori viveva in funzione di sfiancare la sua vittima, una preda da inseguire continuamente fino a riprendersela. Un tarlo che lo spingeva a gesti inconsulti, incontrollabili. I domiciliari, come scrive il GIP, non avrebbero impedito al ragazzo di continuare nelle molestie e magari di alzare ancora di più il tiro sia nei confronti della ragazza che dei suoi familiari. 

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