Mercoledì, 08 Aprile 2020
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SANGINETO

Tre indagati per la morte di Gabriele

di
Gabriele Bono, sangineto, Cosenza, Calabria, Archivio
Cede la porta d’un campo di calcio, muore 13enne

Sangineto

Sono tre gli indagati per la morte di Gabriele Bono, 13 anni, ospite della comunità socio-educativa “Lo scoiattolo”, deceduto, giovedì pomeriggio, per la caduta della traversa di una porta di calcetto che lo avrebbe colpito, in modo fatale, sul collo. La Procura di Paola ha aperto un fascicolo nei confronti del legale rappresentante della struttura e di due educatori. Un atto dovuto, a quanto pare, anche per tutelare gli indagati che potranno nominare un proprio esperto per partecipare agli accertamenti. Passo già compiuto dai tre che hanno affidato la pratica all’avvocato Alessandro Gaeta, del foro di Paola. Al momento pare non siano state formulate contestazioni a loro carico, anche se potrebbe profilarsi l’accusa, da parte degli inquirenti, di presunta negligenza o imperizia per non essere riusciti a impedire il decesso di Gabriele Bono, spirato durante il tragitto in ospedale. Nelle prossime ore, il pm di Paola, Anna Chiara Fasano, che sta seguendo il caso sin dalle prime battute, provvederà a conferire l’incarico al consulente che dovrà effettuare l’autopsia sul corpo del ragazzino, originario di Seminara, nel Reggino, da pochi mesi ospite della comunità socio-educativa, dipendente dall’Aias di Cetraro. Non è escluso che possa essere eseguita domani. Come sembra probabile che all’esame autoptico interverrà anche il consulente di parte nominato dai tre indagati. Ci vorranno 60 giorni per i risultati. Intanto, continuano a tutto campo le indagini dei carabinieri della Compagnia di Scalea, diretti dal capitano Alberto Pinto, e dai colleghi della Stazione di Cittadella del Capo. Dalla sera della tragedia, consumata in un prato usato dai bambini della struttura per giocare a calcio, gli investigatori stanno ascoltando tutte le persone informate sui fatti, anche i ragazzini che, increduli, hanno assistito alla tragica morte del loro amico. Ad affiancarli in queste ore drammatiche una psicologa. Dopo la merenda, erano andati lì per divertirsi, nonostante stesse iniziando a piovere. Hanno raccontato che Gabriele si sarebbe aggrappato alla porta da calcetto. Ma il destino beffardo pare abbia voluto che il piede del 13enne rimanesse impigliato nella rete. Per liberarsi da quella stretta, poi rivelatasi fatale, Gabriele avrebbe iniziato a muoversi, fino a cadere a terra, a pancia in giù. La traversa non avrebbe retto e, all’improvviso, sarebbe finita sul collo del ragazzino, tramortendolo. Trasportato d’urgenza in ospedale, il 13enne sarebbe spirato durante il tragitto.

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