Venerdì, 21 Settembre 2018
CETRARO

Libera: intimidazione a don Stamile, coordinatore Calabria

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Libera: intimidazione a don Stamile, coordinatore Calabria

Persone non identificate hanno messo in atto un'intimidazione ai danni di don Ennio Stamile, coordinatore per la Calabria di Libera. Mentre il sacerdote cenava in un ristorante di Cetraro, un centro dell'alto Tirreno cosentino, qualcuno ha legato allo specchietto retrovisore esterno della sua automobile un sacco del tipo usato per la spazzatura contenente la carcassa di un capretto.

A cena con don Ennio, insieme ad alcuni scout, c'era il sindaco di Cetraro, Angelo Aita. Sono stati subito avvertiti i carabinieri, che sono giunti sul posto ed hanno sequestrato la carcassa del capretto. Don Ennio Stamile, ai militari, secondo quanto si é appreso, ha detto di non sapersi spiegare i motivi dell'intimidazione. Le indagini avviate dai militari, riguarda il movente dell'intimidazione, non escludono alcuna ipotesi.

Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, riferisce un comunicato, "appena appresa la notizia del grave atto intimidatorio subito la notte scorsa dal coordinatore regionale di Libera, don Ennio Stamile, a cui è stato fatto ritrovare un capretto morto in una busta della spazzatura appeso alla sua auto mentre stava cenando in un ristorante della zona con alcuni capi scout, ha immediatamente contattato telefonicamente il sacerdote per esprimergli la propria incondizionata solidarietà e vicinanza e quella della Giunta regionale". "Mi auguro - ha detto Oliverio - che i responsabili di questo ennesimo, vile atto intimidatorio siano al più presto individuati e consegnati all'autorità giudiziaria. Il lavoro di responsabilizzazione e sensibilizzazione che don Ennio e Libera stanno svolgendo a Cetraro, sul Tirreno cosentino e in tutta la Calabria, è importante e prezioso. Nei prossimi giorni incontrerò don Ennio per concordare, insieme a lui, iniziative e azioni a sostegno della sua opera e di quanti sono al suo fianco e collaborano con lui. Le popolazioni di Cetraro e dell'intero comprensorio non possono essere lasciate da sole a combattere un nemico subdolo che, attraverso azioni violente e criminali, vorrebbe far ripiombare queste comunità nella paura e nel terrore".

"Sono certo - ha concluso - che don Ennio non si lascerà intimorire e che lo Stato e le istituzioni democratiche faranno quadrato intorno a lui e all'intera comunità cetrarese. In tal senso colgo l'occasione per ringraziare quanti, cittadini e istituzioni, si prodigano quotidianamente e con coraggio a Cetraro, nell'Alto Tirreno cosentino e in Calabria, per combattere e debellare la malapianta della criminalità organizzata e per affermare percorsi di legalità e democrazia".

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