Mercoledì, 17 Ottobre 2018
BELVEDERE MARITTIMO

Va al pronto soccorso coi sintomi di un’embolia, i medici lo salvano

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Va al pronto soccorso coi sintomi di un’embolia, i medici lo salvano

Due medici – uno del pronto soccorso della clinica Tricarico della cittadina tirrenica e l’altro, un anestesista rianimatore dell’elisoccorso del 118 – nei giorni scorsi hanno scritto una pagina che per un momento è destinata a far dimenticare le polemiche e i disagi che quotidianamente si raccontano della sanità calabrese. La vicenda – che come si vedrà in seguito s’appresta a entrare nell’albo del pionerismo della medicina – vede protagonista un sub di Belvedere marittimo e i due medici, il dottore Vito Elia del pronto soccorso della struttura tirrenica e il dottore Pasquale Gagliardi, rianimatore della cosiddetta sanità dell’aria e esperto di medicina iperbarica. È stato uno strano e benevolo scherzo del destino a permettere che il sub incrociasse sulla sua strada i due medici. L’appassionato di pesca e fotografia subacquea subito dopo un’immersione ha iniziato ad accusare dei malori. Così s’è rivolto al pronto soccorso della Tricarico. La diagnosi del dottore Vito Elia non fece una piega: embolia, benché non fosse facile diagnosticarla.

Non v’era tempo da perdere e l’iter per il trattamento è partito nel giro di pochi minuti. In ogni caso il medico ha pure deciso di chiedere un parere – il che non è scontato e anche ciò andrebbe annoverato nel capitolo sulla buona sanità – al suo collega, al dottore Pasquale Galiardi, che oltre a essere un rianimatore dell’elisoccorso ha nel suo curriculum una specializzazione in medicina iperbarica. La stessa che gli consentirà di suggerire al suo collega di predisporre un volo in elicottero per il trasporto del sub nel più vicino centro iperbarico, nella fattispecie quello dell’ospedale di Salerno. La letteratura medica, va detto, sconsiglia il volo per un paziente a cui è stata diagnosticata un’embolia. Ma – ed è qui l’azione pioneristica – il dottore Gagliardi consiglia la procedura che prevede un volo a bassa quota, il cosiddetto volo radente. Detto e fatto. Il paziente è arrivato nell’ospedale di Salerno in un tempo decisamente minore a quello che si sarebbe occorso in ambulanza. E ciò ha contribuito a salvargli la vita.

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