Lunedì, 16 Dicembre 2019
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RAGANELLO

Due onde di piena hanno investito le gole del Raganello

di
gole del raganello, Cosenza, Calabria, Archivio
Due onde di piena hanno investito le gole del Raganello

Riflettori puntati anche sul comune di San Lorenzo Bellizzi. Si tratta del municipio su cui s'è scatenato, il 20 agosto scorso, ossia quel maledetto lunedì, un nubifragio di 40/45 minuti. Tutti i corsi d'acqua della zona, infatti, confluiscono all'interno delle Gole del Raganello ed avrebbero concorso alla creazione dell'onda che ha mietuto dieci vittime ed 11 feriti. Le indiscrezioni fanno cenno a due possibili onde di piena: l'obiettivo degli investigatori è, per questo, quello di capire il livello di piena complessivamente raggiunto, e questo durante il nubifragio, dal Canale Vascello, dal Torrente Murge dei Cappuccini e dai rivoli che partono dalla zona di Colle Marcione (1.300 metri sul livello del Mare). Gli investigatori rilevano come la bomba d'acqua s'è concentrata nel comune di San Lorenzo e come, tra l'altro, il canale Catrini e il gemello San Pietro, ma soprattutto il Canale Maddalena hanno, in alcuni punti, persino cambiato il loro corso, trasformandosi in veri e propri fiumi. Sono, chiaramente, tutti affluenti di un Raganello oggi completamente calmo. Tra le verifiche un'ipotetica area di occlusione. Se ne parla con una certa diffidenza. Ma alcuni soccorritori avrebbero delle foto che comproverebbero, tra le cause dell'onda, anche quella riguardante una possibile occlusione di un punto preciso del gola. L'ipotesi, per alcuni remota, sarà presto verificata dai consulenti nominati dall'ufficio di Procura e le risultanze poste all'attenzione del procuratore capo Eugenio Facciolla. L'obiettivo, soprattutto quello dei militari della Compagnia di Castrovillari, è quello di arrivare presto ad accertare eventuali responsabilità. Il tutto, ovviamente, mantenendo il più stretto riserbo sulle indagini in corso. Le polemiche, almeno quelle post disastro, si sono tutte concentrate sull'allerta meteo lanciato il giorno prima dalla Protezione Civile; ma anche sui sistemi di prevenzione che dovrebbero essere adottati dalle pubbliche amministrazioni, spesso a corto di fondi per affrontare eventi impensabili, anche imprevedibili, come quello successo a Civita. Proprio i Carabinieri forestali della Stazione di Civita sono al lavoro per ricostruire tutta l'attività di soccorso a persone effettuata dai Vigili del fuoco, dagli Specialisti della Guardia di Finanza (ieri erano presenti in Caserma) e dagli uomini del Soccorso Alpino. Per oltre 22 ore, infatti, hanno percorso, in lungo ed in largo, le rive del fiume Raganello, cogliendone, oltre agli aspetti relativi al soccorso vero e proprio, anche altri fattori importanti ai fini dell'indagine, poiché la fortissima corrente del Raganello non era soltanto alimentata dall'acqua piovana, ma anche e soprattutto da tutta una serie di detriti, tra cui rami e fango, che potrebbero aver colpito, travolto e trascinato le persone presenti in quel momento qualche chilometro a monte del Ponte del Diavolo. La particolare conformazione del Raganello, in particolare, a sud del Ponte del Diavolo s'ingrandisce a dismisura. Dimensioni che fanno pensare, e questo in ere geologiche precise, ad una furia forse parzialmente conosciuta in occasione della sciagura del 20 agosto scorso. Intanto è fuori pericolo Chiara, la bambina salvata dai soccorritori.

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