Sabato, 19 Ottobre 2019
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L'APPELLO

Lavori a rilento all'ospedale di Castrovillari, il pronto soccorso è al collasso

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L'ospedale di Castrovillari

Accumulati nuovi ritardi nell'apertura dell'area post acuzie e nella consegna dei lavori in atto in alcuni reparti. È quanto ribadito, nell'incontro mensile al direttore generale dell'Asp di Cosenza, Raffale Mauro, dai rappresentanti delle associazioni di volontariato (Famiglie disabili; Volontari italiani sangue; Volontari ospedalieri; Medici cattolici italiani; Amici del cuore; Non più soli nella lotta contro i tumori, Solidarietà e partecipazione); ma anche dal sindaco Jim Di Giorno di San Donato di Ninea e dal vice-Sindaco di Morano, Pasquale Maradei.

Diversi i temi trattati nel faccia a faccia, sui quali tuttavia le Associazioni non hanno avuto le assicurazioni richieste, soprattutto per quanto riguarda le nuove iniziative e le scadenze temporali di quelle in corso. È stata illustrata, al Direttore Generale, la estrema lentezza degli interventi sull’ospedale, tempi che vengono ulteriormente prolungati da iter burocratico-amministrativi ingiustificabilmente rallentati. I rappresentanti delle associazioni hanno ribadito la necessità urgente e non più dilazionabile dell’attivazione dei posti letto dedicati all’area post-acuzie costituita da lungodegenza e terapia intensiva fisiatrica.

Per la prima, i lavori languono con mesi e mesi di ritardo sui tempi previsti e annunciati, mentre per la riabilitazione intensiva fisiatrica nulla, in pratica, è stato messo in cantiere. «Eppure – sostengono i rappresenti delle associazioni – si tratta di un punto essenziale sia per l’Utenza, privata ingiustamente di un servizio importantissimo, che per il rilancio dell’ospedale». L’attivazione della Riabilitazione intensiva, infatti, unitamente alla lungodegenza, permetterebbe di «incrementare significativamente il numero totale dei posti letto dell’ospedale di Castrovillari e decongestionerebbe tutti i reparti di degenza, affollati di pazienti non più acuti, ma non ancora dimissibili a domicilio». Mentre chi ha bisogno di assistenza urgente continua a stazionare in un «Pronto Soccorso sempre più allo stremo».

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