Sabato, 16 Febbraio 2019
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EDILIZIA SCOLASTICA

Crolla parte del tetto all'istituto "Don Bosco" di Corigliano, disposta la chiusura

La pericolosità degli edifici scolastici nega il diritto allo studio. A causa del cedimento di una porzione di tetto dell’istituto comprensivo” Don Bosco” la scuola è stata chiusa. A far data da ieri, venerdì, e fino a data da destinarsi gli alunni della don Bosco resteranno a casa. A stabilirlo un’ordinanza commissariale a seguito di un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali, arrivati sul posto solo giorni dopo l’avvenuto cedimento. L’edificio, attualmente in disuso, presenta un cedimento della copertura di circa otto metri quadrati. Dopo una verifica degli altri due locali, attraverso un cestello con braccio telescopico, si è appurato che il tetto presenta le stesse caratteristiche di quello che ha ceduto e per questo motivo si è deciso di sospendere le attività didattiche.

“Le lezioni – si legge nell’ordinanza – continueranno in un’altra sede più opportuna non appena saranno individuati locali idonei”. Forti disagi anche per i giovani alunni della scuola di Fabrizio che da giorni sono senza acqua e senza elettricità. A denunciarlo è Pamela De patto del gruppo Corigliano Vive .

”Sono in condizioni da non poter svolgere la normale attività didattica. In una società, come la nostra, così avanzata non devono venire meno i diritti fondamentali come il diritto allo studio, né devono capitare situazioni tanto sgradevoli è dannose per la crescita personale e culturale dei nostri ragazzi. Disservizi che nuocciono ai ragazzi facendoli rimanere a casa. In più si registra anche forte malcontento nelle famiglie e disagi nei docenti e in tutto il personale scolastico. Centodieci alunni che frequentano la scuola primaria e dell'infanzia e ventidue insegnanti. I servizi primari risultano necessari per la regolarità dell'attività scolastica e senza questi i bambini non possono frequentare le lezioni. Chiedo al commissario Bagnato di intervenire rapidamente in modo che nessun bambino debba più restare a casa. Si faccia in modo che i luoghi deputati a fare cultura siano aperti e ben funzionanti perché è da qui che inizia a crearsi e a formarsi il cittadino del domani".

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