Venerdì, 06 Dicembre 2019
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L'EPISODIO

Aggressione in carcere a Castrovillari, detenuto colpisce agente con un pugno

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Nuova aggressione presso la casa circondariale di Viale Sergio Cosmai a Castrovillari. Un assistente capo della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto all’interno del reparto B. Il ristretto, di origine campana, si rifiutava di rientrare nella camera detentiva dopo aver effettuato la doccia giornaliera; all’ennesimo invito disatteso ha pensato bene di sferrare un pugno al viso al collega di polizia penitenziaria.

Solo grazie alla presenza di altri detenuti che hanno bloccato l’aggressore e al pronto intervento di altri agenti che lo hanno riportato alla calma e accompagnato nella camera detentiva si è potuto evitare il peggio. Da segnalare la professionalità ed il sangue freddo dell’agente coinvolto che ha mantenuto la calma chiamando i rinforzi nonostante il forte colpo al viso.

Prontamente accompagnato presso il Pronto soccorso cittadino l’agente ha riportato una contusione allo zigomo destro e un taglio al labbro inferiore guaribili in sette giorni. «Al collega – ha dichiarato Vincenzo Ventura, delegato regionale Uspp (Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria) sindacato che rappresenta anche la Confederazione Ugl nel comparto sicurezza - và la nostra vicinanza e solidarietà ovvero il ringraziamento per l’intervento che, nonostante le lesioni riportate, ha permesso di bloccare il detenuto violento».

Ventura auspica l'avvio di «immediati provvedimenti sanzionatori nei confronti dell'aggressore, che evidentemente pensava di trovarsi non in carcere ma in albergo, ed in primis il tempestivo trasferimento in altra struttura penitenziaria. Fatti del genere destabilizzano l’umore e l’impegno di tutto il personale del Corpo, perché il pensiero di essere aggrediti senza motivo o essere sbeffeggiati non aiuta certamente il corretto svolgimento del proprio servizio».

Per il sindacato e Ventura «Appare evidente a tutti che, nonostante gli sforzi della direzione, è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità del penitenziario di Castrovillari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche di tutti i reparti di polizia penitenziaria».

Soprattutto il blocco delle assunzioni dell’ultimo decennio ha «lasciato invecchiare il personale di un intero istituto, la cui età media oggi e sui cinquanta anni con problemi di tenuta fisica; turni giornalieri di otto ore  e 30/40 ore di straordinario mensile non aiutano certamente. Inoltre urgono importanti interventi strutturali sempre annunciati ma mai realizzati, come l’installazione delle docce in tutte le camere detentive che avrebbe evitato sicuramente l’evento critico odierno».

Inutile dire che un po' tutti auspicano «l’adozione di idonei correttivi da parte del capo del Dap Francesco Basentini e del guardasigilli Alfonso Bonafede rispetto alla situazione non solo di Castrovillari, ma di tutti gli istituti calabresi, ormai vicini al collasso, dotando la Polizia Penitenziaria di strumenti adeguati a contrastare simili  comportamenti che spesso vengono perseguiti esclusivamente sotto l’aspetto disciplinare e quindi ininfluenti e inutili».

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