Lunedì, 26 Ottobre 2020
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca False dichiarazioni per “compensare crediti”, nei guai cinque commercialisti di Cosenza
GUARDIA DI FINANZA

False dichiarazioni per “compensare crediti”, nei guai cinque commercialisti di Cosenza

di

I militari del comando della Guardia di Finanza di Cosenza, nell’ambito di indagini dirette dal procuratore capo di Paola Pierpaolo Bruni e dal sostituto Maria Francesca Cerchiara hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare del divieto temporaneo di esercizio della professione di commercialista e sequestri preventivi per equivalente per oltre 3.450.000,00 euro nei confronti di 5 commercialisti, emessa dal Gip di Paola Maria Grazia Elia.

Si tratta di Antonio Perricone, Raffaele Rizzo, Lorenzo Guagliano, Ciriaco Monetta e Maria Giuseppina Cardaciotto. Monetta è stato eletto da poco presidente nazionale del Consiglio nazionale dell’Istituto nazionale dei revisori legali.

I reati contestati ai diversi indagati vanno dal concorso nel reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici a quello di indebita compensazione di cui agli artt. 3 e 10 quater, co. 2 del D. Lgs. n. 74/2000. L’attività d’indagine, muovendo dalle risultanze dell’operazione Matassa, che aveva portato all’arresto di 14 persone, ha interessato le condotte di 5 commercialisti che, mediante l’apposizione del visto di conformità su fraudolente dichiarazioni IVA, hanno consentito agli appartenenti all’associazione a delinquere la compensazione di fittizi crediti IVA per il pagamento di contributi, imposte, ritenute e cartelle esattoriali.

Le indagini, espletate anche mediante attività tecniche, hanno permesso di appurare il necessario e partecipe concorso dei professionisti al disegno criminoso. L’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni IVA da parte dei commercialisti è risultata infatti essere indispensabile e necessaria per consentire all’associazione criminale di eludere i divieti e i vincoli posti dal legislatore a contrasto delle compensazioni di crediti IVA inesistenti.

Grazie a tale visto di conformità, i professionisti hanno potuto fraudolentemente compensare, con crediti IVA inesistenti, contributi pensionistici i quali venivano valutati come assolti dall’Erario e dall’INPS e ritenuti, pertanto, utili sia alla formazione contributiva pensionistica futura che al conseguimento della indennità di disoccupazione.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook