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Tre omicidi di mafia a Corigliano Rossano e nessun colpevole

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corigliano-rossano, omicidio, Cosenza, Calabria, Cronaca
I rilievi in casa di Longobucco

Pietro Longobucco, Antonino Sanfilippo, Cosimo Rosolino Sposato, Pietro Greco e Francesco Romano. Sulla fine di questi cinque uomini ancora non si hanno risposte. Ma gli inquirenti vanno avanti a passo spedito con le indagini, che potrebbero a breve riservare delle sorprese, e forse dare elementi utili anche per inquadrare il contesto entro cui sono maturati i delitti, nonché spiegare le ragioni per le quali di Sposato e Sanfilippo non si sa nulla ormai da tanto, troppo tempo.

Da parte dell'autorità giudiziaria, che si occupano di indagare per mettere ordine su questo intricato puzzle, forse in correlazione di eventi l'uno con l'altro o forse no, non trapela nulla. Ogni attività è coperta dal segreto istruttorio, ma sembra che l'attività investigativa stia continuando ad andare avanti a ritmo incalzante e potrebbero spaziare oltremodo.

L'omicidio di Pietro Longobucco, coriglianese noto alle forze dell'ordine, potrebbe essere stata la linea di partenza che hanno poi innescato gli eventi che vedono coinvolti gli altri “protagonisti” del rebus investigativo. Insieme a Longobucco, ritrovato dopo dieci giorni dalla sua scomparsa, nelle acque del porto di Schiavonea, forse custodito dal veicolo (ritrovato successivamente) che era di proprietà del Sanfilippo, di cui lo stesso prima di sparire ne aveva denunciato il furto.

All'interno del mezzo una pistola, forse l'arma con cui è stato colpito nella sua abitazione. In via Cittadella, nella casa di Longobucco, si sarebbe consumata l'azione omicidiaria. Il corpo sarebbe quindi stato spostato e gettato nelle acque del porto, distante un centinaio di metri dalla caserma della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto. Sanfilippo resta uno scomparso. Ma forse anche lui potrebbe essere, e da tempo, mandato al Creatore. Sorte che potrebbe avere condiviso anche Cosimo Sposato, il quarantenne di Cantinella, le cui tracce si sono perse in un pomeriggio assolato di luglio scorso.

E nell'afa estiva si è consumato anche il duplice omicidio di Greco e Romano. Eventi che hanno probabilmente un fil rouge che li collega, ma nulla al momento è dimostrato, seppure potrebbe esserci un'unica matrice e che potrebbero aver determinato una ri-creazione della criminalità organizzata nel territorio di Corigliano, che potrebbe lasciarsi dietro una strutturazione frastagliata, avviandosi ad una consolidazione. Al momento potrebbero non esserci figure verticistiche solide, ma diverse teste che agiscono autonomamente e forse per questo potrebbero aver commesso degli errori. Eventi che potrebbero risultare utili, a conclusione delle indagini, per avere una mappatura attuale della criminalità locale.

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