Domenica, 29 Marzo 2020
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CORTE D'ASSISE

Uccise la moglie a Rota Greca, condanna a 23 anni per un ultraottantenne

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Una condanna impossibile da scontare salvo... miracoli. Mario Spanarelli, pensionato ottantanovenne di Rota Greca, piccolo centro della Calabria settentrionale, è stato condannato dalla Corte di assise di Cosenza a 23 anni di carcere.

I giudici l'hanno riconosciuto colpevole d'aver assassinato a coltellate la moglie Antonietta Musacchio, ottantaduenne. L'uxoricidio venne compiuto dall'imputato il 2 novembre del 2018 all'interno dell'abitazione in cui la coppia viveva da tempo.

La vittima, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri e confermata dall'esito dell'istruttoria dibattimentale, soffriva da tempo di gravi problemi di salute per effetto di un ictus che ne aveva compromesso anche lo stato psichico. L’uomo - secondo quanto ricostruito – dopo il crimine provò anche a nascondere le prove di quanto accaduto: lavò, infatti, il coltello utilizzato lasciando tuttavia tracce di sangue sul pavimento e sulla lavatrice, oltre che sugli indumenti che indossava.

Spanarelli, alcune ore dopo l’omicidio, scappò a casa della figlia e molto provato e sotto shock raccontò quello che era successo. Fu così che la figlia e il genero lo convinsero a costituirsi e a raccontare ai carabinieri d'essere l'autore del fatto di sangue. Per via dell'età Mario Spannarelli fu subito dopo assegnato agli arresti domiciliari.

Durante il processo è emerso con chiarezza che l'ultraottantenne era da tempo esasperato dalle condizioni di salute della moglie. Ora la condanna a 23 anni che, naturalmente, non potrà scontare in carcere. Il pubblico ministero Mariangela Farro aveva addirittura invocato la pena dell’ergastolo. Richiesta alla quale si erano associate anche le parti civili, rappresentate dall’avvocato Angelo Greco del Foro di Gela.

Mentre i difensori dell’anziano, gli avvocati Salvatore Gialdino e Belinda Spanarelli, avevano chiesto l’assoluzione o, in subordine, la condanna con le attenuanti. La Corte ha riconosciuto la colpevolezza dell’anziano stabilendo però le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Lex dura lex sed lex direbbero i latini...

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