Giovedì, 02 Luglio 2020
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IL CASO

Accoglienza dei migranti, sotto inchiesta gara da 14 milioni bandita dalla prefettura di Cosenza

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Il prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio

Una gara milionaria. Bandita dalla Prefettura di Cosenza per assicurare l’accoglienza per due anni a un numero massimo di trecento migranti. La Commissione incaricata di valutare le offerte nell’ambito della Stazione Unica Appaltante della Provincia bruzia l’ha aggiudicata alla “Gemes srl” di Lamezia Terme per 14 milioni e 405.000 euro valutando positivamente la offerta tecnica e quella economica prospettata dalla società lametina.

La gara, però, è stata aggiudicata solo provvisoriamente perché è stato avviato un subprocedimento di verifica essendo stata ritenuta quella della “Gemes srl” una «offerta anomala». Il prefetto Cinzia Guercio - subentrata alla collega Paola Galeone finita sott’inchiesta per corruzione nel gennaio scorso - pare abbia chiesto tutte le carte  relative al bando di gara e alle successive procedure di assegnazione.

La ragione? La Gemes srl ha avuto tra i suoi principali punti di riferimento societari Pino Cuomo, l’imprenditore finito agli arresti domiciliari (e poi scarcerato dal TdL) il 19 dicembre scorso nel quadro della maxioperazione “Rinascita Scott” coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e dai magistrati Camillo Falvo, Anna Maria Frustaci, Antonio De Bernardo e Andrea Mancuso.

Cuomo è accusato dalla Dda di Catanzaro di traffico di influenze illecite e corruzione elettorale. L’imprenditore, in qualità di amministratore unico e titolare del 90% delle quote proprio della Gemes srl, nonché amministratore unico della società P& P Group srl, secondo quanto recita il capo di accusa, avrebbe chiesto all’ex consigliere regionale Pietro Giamborino di attivarsi al fine di influenzare illecitamente il corso della procedura amministrativa per la realizzazione, a Paola, di un centro di accoglienza straordinario per migranti richiedenti asilo.

In cambio avrebbe promesso e poi consegnato denaro all’ex consigliere. Quest’ultimo, secondo l'accusa, accettava da prima la proposta e successivamente le somme di denaro non quantificate come prezzo della sua mediazione illecita sia verso Luigi Incarnato, commissario straordinario della società Sorical, sia verso Roberto Perrotta, sindaco di Paola (non indagato nel procedimento).

Riguardo l’accusa di corruzione elettorale, i fatti si sarebbero svolti un mese prima degli altri. Incarnato - candidato del Pd alle politiche del 4 marzo 2018 - avrebbe offerto a Giamborino e Cuomo, che secondo l’accusa accettavano l'accordo, la propria disponibilità a favorire gli interessi economico/imprenditoriali di questi ultimi, interessati alla realizzazione del centro di accoglienza a Paola, presentandoli al sindaco e propiziando un incontro per l’illustrazione dell’iniziativa imprenditoriale di Cuomo.

I giudici del Riesame catanzarese hanno ritenuto insussistenti gli indizi relativi ai reati contestati e privi di rilevanza penale i rapporti intrattenuti da Cuomo con Giamborrino e Incarnato con ciò accogliendo le tesi prospettate dall’avvocato Mario Murone, legale dell’imprenditore. Ferma restando la innocenza (fino a prova contraria e definitiva) di Pino Cuomo l’aggiudicazione di una gara così ingente e relativa alla gestione dei migranti alla società di cui egli ha avuto il 90 per cento delle quote con l’inchiesta di Catanzaro non ancora conclusa, deve aver destato qualche perplessità. E non solo nel prefetto Guercio ma probabilmente pure nel procuratore Gratteri che potrebbe voler vederci chiaro.

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