Giovedì, 22 Ottobre 2020
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CARABINIERI

Cosenza, 900 grammi di cocaina e 12mila euro nel controsoffitto: arrestati mamma e figlio

I carabinieri di Cosenza hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio una donna 57enne ed il figlio 26 enne. Nei giorni scorsi, nei pressi dell’appartamento degli arrestati, in via Popilia, i militari hanno notato un strano via vai di persone. Da qui, dopo aver individuato con esattezza l’obiettivo, la decisione di eseguire una perquisizione domiciliare per la ricerca di droga con l’ausilio di unità cinofila. L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba quando i carabinieri, appostati da ore nella piazza antistante l’immobile, hanno atteso che la donna aprisse la porta di casa ed uscisse fuori, per evitare che la stessa potesse disfarsi dello stupefacente alla vista del personale in uniforme.

Nel corso della perquisizione, durata alcune ore, i militari hanno rinvenuto all’interno di un intercapedine, ricavato nel controsoffitto dell’appartamento, 13 involucri contenenti cocaina, del peso di 900 grammi, un panetto di 120 grammi di eroina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 25 munizioni calibro 7.65.

Sono state trovate, nella stessa intercapedine, sigillate in 6 sacchetti trasparenti, banconote di vario taglio per un totale di circa 11.980,00 euro. Lo stupefacente, venduto al dettaglio, avrebbe avuto un valore di oltre 100.000 euro. La perquisizione è stata eseguita con l’ausilio dell’unità cinofila dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Vibo Valentia, intervenuta con il cane antidroga “Black”, il quale, nel corso dell’operazione, ha avuto un grande fiuto nel segnalare al proprio conduttore la presenza dello stupefacente nell’abitazione.

Nonostante il fiuto infallibile di “Black”, le operazioni di ricerca dello stupefacente non sono state affatto semplici. I carabinieri dopo ore di ricerca, notando l’atteggiamento agitato dell’animale, hanno trovato la droga nascosta all’interno di un'intercapedine ricavato nel controsoffitto. Il nascondiglio era stato scelto per cercare di eludere eventuali controlli con unità cinofile. I militari hanno dovuto smontare i faretti ad incasso presenti nel soffitto ed ispezionare con delle microcamere a fibra ottica l’intercapedine per estrarre lo stupefacente occultato.

Il ragazzo è stato associato presso la vicina casa circondariale, mentre la donna è stata sottoposta al regime degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

 

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