Sabato, 25 Settembre 2021
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COSENZA

Cariati, chiusura ospedale "Cosentino": i consiglieri comunali protestano sul tetto del nosocomio

Il diffondersi del Covid-19, anche in Calabria, sta preoccupando, ancora di più, i cittadini del Basso Ionio cosentino e dell’Alto crotonese, per la critica situazione sanitaria in cui versa questo territorio, in seguito alla chiusura dell’Ospedale di Cariati, un tempo valido presidio sanitario zonale, capace, di far fronte alle emergenze sanitarie. Oggi più che mai è necessario renderlo funzionale, per alleggerire il notevole lavoro dello Spoke di rifermento.

I consiglieri comunali dell’Unione Civica – Cariati Unita, Leonardo Trento, Rita Cosenza e Alda Montesanto, coscienti di queste motivate preoccupazioni, hanno iniziato, sul tetto dell’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati, una protesta civile per la sua riapertura. Rita Cosenza ritiene che “questo territorio, in questa povera terra di Calabria, non possa essere così bistrattato. Siamo qui per esercitare i diritti sacrosanti di cittadini che hanno un grande bisogno di sanità, perchè è veramente impossibile che nel 2020 una fascia, un’intera regione possa essere indicata come zona rossa, perché vi è carenza di strutture sanitarie. Solo perché non ci sono contagi vertiginosi, – conferma Cosenza – come negli altri posti, ma una mancanza di posti di terapia intensiva e di posti per acuzie per eventuali ricoveri”.

Montesanto, di rimando spiega che: “Non vogliamo ospedali da campo, vogliamo vengano riaperti gli ospedali che esistono e che sono stati chiusi per giochi politici, come quello di Cariati”. Leonardo Trento, infine, puntualizza che: “Si sarebbe potuto tranquillamente investire su quelle strutture chiuse queste decine di milioni di euro destinate alla sanità calabrese. Non si è fatto niente, per scelta perché ancora una volta si preferirà destinare e utilizzare il privato per sopperire a questa situazione emergenziale. A Cariati abbiamo una struttura sanitaria che può essere aperta domani mattina e che può iniziare a ricevere i posti di terapia sub intensiva, iniziando a rioffrire sanità nel territorio”.

 

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