Mercoledì, 29 Settembre 2021
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CORONAVIRUS

Anziani positivi nella casa di cura di Cassano, ancora troppi dubbi

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Parecchi familiari hanno avuto difficoltà per mettersi in contatto con la struttura e avere notizie dei loro congiunti
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Casa Serena di Cassano

Bisogna fare piena luce sulla questione dei 26 positivi a “Casa Serena”, la partecipata comunale casa protetta per anziani, e sulla difficoltà di comunicazione tra i familiari e gli amministratori. Nella giornata cruciale che ha portato il sindaco Gianni Papasso a decretare la zona rossa per la cittadina sibarita, un grande peso lo hanno sicuramente avuti i 26 tamponi rapidi che hanno dato esito positivo. Dati che sono da confermare dal tampone Asp, certamente, ma che, vista la positività certa (confermata già dal tampone molecolare Asp) di due Oss e di un dipendente della struttura lasciano poco scampo all’immaginazione e all’attesa.

Le verifiche

La situazione è esplosa sabato mattina quando, a seguito della positività di una signora residente della casa per anziani ricoverata in ospedale e positiva Covid, si è deciso di fare un nuovo giro di tamponi rapidi ai residenti della struttura. E su 30 anziani ne sono risultati positivi 23 più 3 suore (su 4) ai quali si aggiungo i 2 Oss e il dipendente già verificati dal tampone Asp. Da quel che emerso ieri, poi, la situazione sembrava ancora peggiorare. Nella notte, infatti, è arrivato un nuovo decesso, il nono in meno di due mesi a Cassano dell’anziana residente a Casa Serena portata in ospedale. Allo stesso tempo era arrivata la denuncia di Sandra Graniti, una dei familiari che, sin dalla mattina, stava cercando di contattare la struttura. «Non riusciamo ad avere notizie certe dalla struttura – ha dichiarato – i telefoni risultano staccati e a noi familiari non è stato diffuso alcun bollettino medico circa lo stato di salute dei nostri cari. Non è un comportamento da paese civile, voglio sapere come sta mia nonna e dove la stanno trasportando». Anche altri familiari avevano lamentato problemi di comunicazione ma col passare delle ore la situazione si è andata definendo: l’anziana, secondo fonti vicine alla struttura, desaturava troppo e per questo, vista la situazione generale che c’è nella struttura, è stata ricoverata per precauzione. Risolti, dunque, i problemi di comunicazione mentre la maggior parte degli altri familiari non avrebbe avuto problemi a conoscere lo stato di salute dei propri cari. Anche se alcuni familiari minacciano querela e andranno fino in fondo alla vicenda.

Gli asintomatici

Da quel che si apprende, poi, dei 23 ospiti 22 sono asintomatici, solo una signora ultranovantenne avrebbe qualche problema di respirazione dovuta alla bronchite cronica dalla quale è afflitta da tanto tempo ormai. Due, poi, dei 23 anziani avrebbero una carica un po’ più bassa e non sarebbero nemmeno da considerare positivi. Un altro dubbio sarebbe causato dal fatto che, secondo alcune fonti mediche, avendo gli anziani fatto il vaccino soltanto lo scorso giovedì e, potendoci essere una interferenza tra il vaccino e il risultato del tampone rapido, ci potrebbero anche essere dei falsi positivi. Ipotesi remota e dubbi, questi, che saranno fugati dal risultato del tampone molecolare Asp atteso a breve.

I dubbi

Intanto, per evitare nuovi contagi, al primo piano della struttura sono stati sistemati tutti i positivi mentre al secondo tutti i negativi. I dubbi da chiarire, però rimangono altri: se il secondo giro di tamponi sierologici/rapidi era stato fatto a metà gennaio ed erano emerse le positività delle due Oss, seppur asintomatiche, perché si è somministrato lo stesso il vaccino? Se l’indagine interna dovesse chiarire che i contagi, poi, dipendano dal personale interno, allora bisognerebbe verificare se i dispositivi di sicurezza vengano indossati correttamente e i protocolli di sicurezza vengano rispettati altrimenti la diffusione rapida del contagio non si spiegherebbe.

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